»
S
I
D
E
B
A
R
«
Libertà in Italia: Wikipedia imbavagliata dal “Popolo”
set 26th, 2009 by Fradeve

Attenzione, in questo post di parla di:

  • Wikipedia
  • la libertà: quella di stampa e quelle al plurale del “Popolo delle Libertà”
  • coscienza civile
  • piccole vicende autobiografiche

Se avete problemi a digerire una qualsiasi di queste tematiche, chiudete pure questa tab di Firefox.

Come quei pochi sfortunati che ogni tanto leggono questo blog ben sapranno, non è mio costume parlare di politica. Oggi farò un’eccezione, ma solo perchè la politica sta allungando le mani sulla nostra Libertà in rete. Oggi farò un esperimento, e scriverò con la stessa spontaneità che si trova nel Planet Internazionale di Ubuntu. Potete considerarlo l’unico post politico del 2009.

1 – Politica
La politica non mi interessa molto, non credo nella destra, nella sinistra, men che meno nel centro. Credo nella Costituzione Italiana e nel codice di condotta di Ubuntu. Eppure, la politica serve; serve a gestire ed amministrare le comunità, ed è una cosa molto importante.

Non mi interessano la vita privata e gli scandali sentimentali dei vari Presidenti del Consiglio, non mi interessano i festini, le orge. Ma attenzione, la questione si fa più interessante quando una donnina (o più donnine) che ignorano i principi base della politica, del confronto ideologico e prive di coscienza civile, diventano amministratori del Paese e degli interessi dei cittadini per il semplice fatto di aver partecipato ad un’orgia. In tal caso si sconfina dal “gossip” e si entra nella cronaca giudiziaria di pubblico interesse.

2 – Note autobiografiche
Sarò chiaro, abito in Puglia ma ragiono da buon genovese: i soldi non crescono sugli alberi, si guadagnano con il sudore della fronte, con i sacrifici e con lo studio. Nel mio caso questo significa GIS open source, GNU/Linux, Ubuntu. Significa anche che ogni giorno mi faccio il c*** per fare fronte allo studio universitario e mandare avanti la mia attività basata su Software Libero, che mi permette di restare a galla. Su questa attività pago delle tasse, come tutti gli onesti cittadini, ed i miei soldi di contribuente finiscono nelle casse dello Stato. Non posso accettare che i miei soldi vengano gestiti (a livello nazionale o europeo) da persone del genere. Le donnine devono rimanere nelle camere da letto, non devono sedere sulle poltrone da cui si amministrano i soldi pubblici. Una posizione simile a quella della figlia di un prefetto amico di Gianni Letta, del quale dirò qualcosa più giù. Si si, proprio quella senza neanche una laurea. Più o meno come me. Solo che lei è membro della Commissione per i Bilanci del Parlamento Europeo.

3 – Il bavaglio a Wikipedia
Nel – pochissimo – tempo libero che mi rimane, contribuisco ai progetti della Wikimedia Foundation. Vi assicuro, è triste svegliarsi una mattina e scoprire che un parlamentare italiano ha citato per diffamazione Wikimedia Italia, chiedendo 20 milioni di euro di danni. “Ripetere giova”: VENTI_MILIONI_DI_EURO. In confronto, i 2 milioni chiesti da Berlusconi all’Unità sembrano gli spiccioli che inserisco nelle macchinette del caffè all’Università. Sapete quantè il budget annuale di Wikimedia Italia? 2000 euro annui, raccolti con il famigerato “sudore della fronte” dei volontari che investono mezzi e tempo nella costruzione e nell’animazione dell’Enciclopedia Libera in Italia. Mi fermo e penso: “Ecco uno di quei giorni cominciato male”. Vengo anche colto da un conato di vomito, quando scopro chi è l’autore della bravata: il deputato Antonio Angelucci (Popolo delle Libertà). Credetemi, sono mortificato, ma non riesco ad essere politicamente corretto in questo post.

Angelucci non sa che:

  • Wikimedia Italia non è responsabile dei contenuti dei progetti;
  • il responsabile legale è Wikimedia Foundation, con sede a San Francisco;
  • è sufficiente mandare una mail ad un admin italiano (e ce ne sono molti) per chiedere la rimozione dei contenuti nel giro di un paio d’ore.

La situazione, dal mio punto di vista, è chiara: Angelucci (il cui grado d’istruzione, come si legge nella pagina del sito della Camera, è la terza media) ha una connessione mobile molto più cara della You&Me con il suo avvocato, per cui è stato molto più economico e veloce chiamare l’avvocato per inviare una missiva a Frieda Brioschi, presidente di Wikimedia Italia. Nel frattempo, il mondo – come sempre – ci ride in faccia. In Germania il capitolo locale di Wikimedia Deutscheland viene finanziato con sovvenzionamenti dal governo, in Italia si chiedono i danni.

4 – La libertà di stampa
Il mondo del giornalismo online si è infiammato, e gli avvocati di Angelucci hanno rifiutato di rispondere alle domande poste dal giornalista dell’Espresso Alessandro Gilioli. La domanda successiva è: perchè mai Angelucci trova diffamante il contenuto della propria voce su Wikipedia? Perchè, secondo me, Angelucci ha tentato di imbavagliare la nostra libertà di scrivere sulla rete. E ce lo fa notare chiaramente il giornalista Federico Mello nel suo articolo sul quotidiano “Il Fatto Quotidiano” del 24 settembre: Angelucci è un imprenditore della sanità coinvolto in numerose inchieste (nonchè – guardacaso – editore – bipartitico? – sia di Libero che del Riformista). Wikipedia riportava che suo figlio Giampaolo era agli arresti domiciliari, nonostante il periodo di detenzione fosse terminato. In effetti, la voce non era aggiornata. Bel sollievo, non c’è che dire.

Wikipedia è scomoda, l’informazione online è scomoda. Molto meglio quella cartacea, controllabile e programmabile. Con le dovute eccezioni, per fortuna: così, sempre dalle colonne del Fatto Quotidiano, si viene a scoprire che Wikipedia è l’unica fonte a parlare chiaramente dell’inchiesta a carico del sottosegretario Gianni Letta sulle manipolazioni sull’Agenzia delle Entrate che avrebbe dovuto fare uno sconto fiscale alla holding “La Cascina”, di Chiorazzo, che deve ancora versare al fisco 74 milioni di euro di tasse. Bene. E con questo ritorniamo allegramente al denaro pubblico.

La morale della storia è che chi suda, lavora e studia onestamente deve versare le tasse; chi finisce a letto con il politico siede sulla poltrona europea ad amministrare il denaro appena versato; chi fa cultura e informazione liberamente deve essere denunciato; chi versa cemento e ruba appalti riceve sconti dal fisco.

Dovete perdonare lo sfogo, ma così non si può andare avanti.

Wikipedia: la pagina di OpenStreetMap si rinnova
mag 18th, 2009 by Fradeve
I love Wikipedia

Quick ad: ho aggiornato da en.wiki la corrispondente pagina italiana sul progetto OpenStreetMap, che era scandalosamente scarna. Ovviamente tutti gli utenti / appassionati / contributori / interessati in genere sono invitati ad esprimere la loro opinione ed a commentare/migliorare la voce.

Facciamo ordine
mar 24th, 2009 by Fradeve

Negli ultimi due mesi mi sono dedicato ad una maniacale opera di sistemazione della mia vita. Troppe cose in sospeso, troppe idee in giro e troppi progetti non conclusi. L’obiettivo, da adesso a settembre, sarà quello di chiudere un pò di parentesi. Ovviamente tutto questo passa anche (e soprattutto) per il mondo della cultura libera, e per i progetti liberi che seguo ed a cui partecipo attivamente: Ubuntu-it, OpenMoko, i progetti della Wikimedia Foundation ed OpenStreetMap.

In questi 90 giorni, la necessità di ordine si è tradotta in:

  • acquisto dall’IKEA di Bari delle meravigliose scatole Samla, che riescono a contenere (impilate l’una sull’altra in un angolo della stanza) tanta di quella cavetteria elettronica che prima vagava allegramente da uno scatolo ad un cassetto, da una scrivania al pavimento.
  • riordinamento della libreria (a cui presto seguirà la pulizia libro per libro; chiamatelo debugging se volete);
  • riordinamento delle foto nel mio account Flickr, e caricamento di video che erano a fare la muffa sull’hard disk da secoli; molti video devono ancora essere caricati;
  • restyling della mia Ubuntu su Poe (il mio Dell Inspiron 640m che uso come “fisso” in camera); ho sostituito l’inutile Emerald con il decoratore di GNOME;
  • riordinamento della collezione dei brani musicali (14.500) con Amarok, download delle copertine e divisione scientifica in cartelle;
  • switching da quella pesante schifezza di Basket alla sublime eleganza e funzionalità di TomBoy per tenere nota delle idee;
  • backup delle impostazioni dei programmi principali in Dropbox (ne ho già parlato per TomBoy);
  • alleggerimento della mia memoria (cerebrale) con l’utilizzo di PasswordHasher, per peter usare una sola meta-password per tutti i servizi a cui sono iscritto (grazie a Sdonk, c’è voluta una notte intera per cambiare le passw a tutti i servizi a cui sono iscritto);

Resta ancora da fare:

  1. dedicare molto più tempo alla mia ragazza :D
  2. dare inderogabilmente un esame al mese all’università (e fin qui ci sto riuscendo :D )
  3. passare tutti gli appunti e le dispense scritte in LaTeX di quest’anno di università su Wikiversity
  4. digitalizzare tutte le foto di famiglia (diverse centinaia) e caricarle su Flickr (proposito per l’estate)
  5. finire il mio albero genealogico indietro a 6 generazioni con Gramps (eccezionale, provatelo!)
  6. backup della Home e degli HD esterni (appena avrò acquistato un HD da 1tera)
  7. rigorosa gestione della mia collaborazione con i progetti che seguo, con l’impostazione di una roadmap mensile da rispettare (troppo Python da scrivere, troppe voci da tradurre su it.wiki per poterle tenere a mente)
  8. finire di mappare Terlizzi su OpenStreetMap
  9. finire di scrivere le voci per Terlizzi su it.wiki
  10. testare BackTrack 3 su una vecchia penna USB
  11. postare sul blog tali e tanti di quei post (quasi pronti) da far venire mal di testa al lettore

Come vedete le idee sono tantissime, il tempo poco. Prossimamente pubblicherò una roadmap dettagliata sulle mie attività nei progetti liberi, con cadenza settimanale :)

Ottenere immagini planetarie di OpenStreetMap con Marble
feb 19th, 2009 by Fradeve

Ogni blog ha il suo post “tecnico”, oggi è il mio turno… in questa guida vedremo come catturare immagini ad alta risoluzione del nostro pianeta, su cui è stata applicata come texture la cartografia di OpenStreetMap. La guida non è farina nel mio sacco, ma è stata allegramente tradotta dal sito ufficiale del progetto. Le immagini possono essere utili per presentazioni, talk, diapositive ecc. Dico questo perchè la risoluzione del file è a discrezione dell’utente, anche molto alta, ma la qualità dell’immagine non è generalmente buona per la stampa. Purtroppo non ho ancora avuto tempo di testare la guida.

  • Diventare root
su
  • Presumendo di aver già installato Marble (peraltro già presente nei repository di Ubuntu 8.10), modificare il file /usr/share/kde4/apps/marble/data/maps/earth/openstreetmap/openstreetmap.dgml cambiando la riga
<downloadUrl protocol="http" host="a.tile.openstreetmap.org" path="/" />

in

<downloadUrl protocol="http" host="a.tah.openstreetmap.org" path="/Tiles/tile/" />

ed eliminando tutte le altre due righe “downloadUrl”.

  • Installare i pacchetti necessari a simulare un desktop gigante:
apt-get install xvfb x11xvnc xvnc4viewer imagemagick netpbm

mkdir /tmp/marblefb
  • Nel comando che segue, selezioniamo la risoluzione che ci interessa ottenere:
Xvfb -ac&amp;amp;nbsp;:1 -fbdir /tmp/marblefb -screen 0 4096x4096x24

x11vnc -scale .5 -display&amp;amp;nbsp;:1
  • Apriamo una finestra vuota e visualizziamo Marble, sostituendo nel secondo comando qualasiasi risoluzione abbiamo scelto di adottare:
vncviewer localhost&amp;amp;nbsp;:0

DISPLAY=:1 marble -geometry 4096x4096+0+0
  • Adesso giostrate con Marble fino a quando la figura ottenuta non vi piacerà, quindi date il comando per estrapolare l’immagine, che verrà salvata in /tmp/marble.png:
<code>xwdtopnm < /tmp/marblefb/Xvfb_screen0 | pnmtopng > /tmp/marble.png</code>

Se ne avete voglia, inviatemi pure i vostri screens planetari!

Wikimedia Foundation: partito l’autofinanziamento 2009
nov 28th, 2008 by Fradeve
La missione della Wikimedia Foundation:


Empower and engage people around the world to collect and develop

educational content under a free license or in the public domain,
and to disseminate it effectively and globally.

Vorrei ricordare a tutti i lettori che in queste ultime settimane è ripartita la campagna di autofinanziamento per i progetti della Wikimedia Foundation per l’anno 2009.
Invito tutti a donare qualcosa (possibilmente non meno di 1€, altrimenti la donazione potrebbe essere assorbita interamente da PayPal per le tasse), per mantenere in vita l’unica enciclopedia libera online che abbiamo a disposizione.

La situazione attuale della Wikimedia Foundation
Come ogni anno, la Wikimedia Foundation ha rilasciato il documento consuntivo in cui viene riassunto pubblicamente il bilancio delle attività; in formato PDF, è scaricabile da qui.
Per l’anno fiscale 2007/2008, l’associazione ha speso 3.540.724$ per il suo sostentamento, ed ha incassato tra sponsor, vendite di gadget e donazioni qualcosa come 7.060.610$, ai quali io però sottrarrei i 3.000.0000 di dollari che la Sloan Foundation ha donato alla Wikimedia per il suo sostentamento. Quindi, potremmo riassumere che per l’anno fiscale trascorso, la Wikimedia Foundation è riuscita a raccogliere poco più di quanto in realtà non abbia speso, riuscendo a non andare in rosso praticamente per un soffio.

Con i soldi incassati la Board of Trustees dell’associazione ha deliberato la creazione di un nucleo di specialisti, all’interno dei burocrati della Foundation, che si occuperà per il corrente anno fiscale di incrementare il budget disponibile. Gli effetti sono stati immediatamente tangibii visto che per l’anno 2008/2009 a fronte di un budget di poco meno di 6.000.000$, si sono pianificati degli incassi per 7.335.000$.

Insomma, alla Wikimedia Foundation si sta facendo il possibile per far quadrare i conti, ma ogni anno l’impresa diventa sempre più difficile. Vorrei far notare che in fondo in questi ultimi due anni ciò che ha realmente salvato la Fondazione è stata la stratosferica donazione di 3.000.000$ effettuata dalla Sloan Foundation, senza la quale oggi l’Enciclopedia sarebbe sul lastrico. Ciò ha però offerto una boccata d’aria alla Wikimedia, che sta reagendo bene alla sfiorata crisi e ha messo a punto un piano strategico per evitare che ciò si ripeta, costituendo il nuovo nucleo “marketing”.

Overwiev
Nonostante molti di noi utilizzino la sola enciclopedia, la Wikimedia Foundation finanzia molti progetti. Basti pensare che Wikipedia esiste in quasi 200 lingue, di cui molti dialetti. Ragioniamo sul fatto che in molte realtà del terzo mondo i bambini, non potendo permettersi dei libri, studiano da PC collegati alla Wikipedia inglese, dalla quale imparano oltre che i contenuti, anche la lingua che permetterà loro di inserirsi nel mondo (la cultura porta sempre ricchezza).

Pensate che Wikimedia Commons vi mette a disposizione qualcosa come più di 3.500.000 file multimediali (audio, video, immagini) rilasciati con licenza libera, che potete riutilizzare con le libertà offerte dalle licenze Creative Commons e GNU.

Provate a pensare a Wikispecies, il primo catalogo linneano di tutte le specie viventi presenti sul pianeta, liberamente accessibile a chiunque in qualunque punto del mondo, senza doversi recare in alcuna università, biblioteca e in maniera completamente gratuita.

Pensate a Wikibooks e Wikisource, archivi enormi da cui attingere qualsiasi libro pubblicato negli ultimi 3000 anni, un mare di documenti digitali assolutamente originali che chiunque può scaricare e copiare, diffondendo la cultura.

Pensate a tutto questo, e pensate a che servizio offre la Wikimedia Foundation al mondo. Se non volete pensare così in grande, almeno considerate il favore che la Wikimedia Foundation rende a noi, internauti. Tutto questo vale qualche nostro euro? Secondo me, la risposta è SI.

Un mese di novità…
ott 30th, 2008 by Fradeve

Dopo una pausa lunga quasi due mesi, torno a scrivere sul mio blog, con un mare di novità. Mi perdonerete se mescolo un pò gli eventi relativi a GNU/Linux e quelli privati, ma spesso le due cose si sono confuse ed amalgamate negli ultimi tempi. Andiamo con ordine:

Scavi archeologici Siponto 2008: ritorno a casa
Dopo 4 settimane di scavi, torno a casa carico di documentazione fotografica e cartacea per arricchire (appena ne avrò tempo) sia Wikipedia che Wikimedia Commons. Ho avuto anche occasione di mappare un pò l’area dello scavo (visibile qui) e di constatare come l’OpenMoko possa essere utilizzato in maniera intrigante per progetti relativi all’archeologia sul campo, come ha già dimostrato Oxford Archaeology.

OpenStreetMap al LinuxDay 2008 (Bari)
Anche quest’anno è arrivato il Linux Day, ed avevo preventivamente preso accordi con il LUGBari per un talk su OpenStreetMap. A dir la verità avrei dovuto scrivere le slide molto tempo prima del talk (ci stavo lavorando la sera durante gli scavi di Siponto) ma mi son ridotto (come sempre) all’ultimo momento.
Devo ammettere che la mia giornata si è divisa tra le spiegazioni su OpenStreetMap e quelle sull’OpenMoko, che ha suscitato non poco entusiasmo sia nel LUG che nei portafogli dei visitatori alla manifestazione. Il feeedback è stato migliore di quanto mi aspettassi: sembra avanzare l’ipotesi di un mapping-party a Bari organizzato dal LUGBari, e molti visitatori (da Trani, Bisceglie, Corato) hanno espresso la volontà di voler contribuire allo sviluppo di una mappa libera della loro città.
La galleria fotografica della giornata è visibile qui. Di seguito, qualche foto:

PA250009.JPG  PA250007.JPG  DSCF2106.JPG

Novità dal mondo Ubuntu
Devo scusarmi ancora una volta con la Comunità Italiana di Ubuntu, ma il silenzio nel blog è specchio di quanto il periodo tra Agosto e Novembre sia stato problematico. A breve riprenderò la mia attività “normale” su Ubuntu-it, soprattutto nel wiki (oltre a riprendere a scrivere su questo blog).
Devo comunque congratularmi con Canonical e con la Comunità tutta per la ri-apertura di un progetto che era stato aperto e chiuso più di un anno fa nel giro di pochi mesi: Ubuntu DIY Marketing. Come dice il nome stesso (DIY = Do It Yourself = Fai-da-te), era un micro-portale (un portoncino, diciamo) nato con l’obiettivo di raccogliere tutto il materiale pubblicitario e le idee promozionali nate all’interno delle varie comunità locali; tutti i materiali erano disponibili con licenza libera e quindi potevano essere riadattati alle esigenze, e permettendo a tutti poter avere materiale promozionale disponibile con relativa velocità e libertà per promuovere Ubuntu in Linux Day, concili LoCo, manifestazioni, eventi, fiere, mostre, ecc ecc.
Adesso questo sogno è diventato realtà, e si chiama Spread Ubuntu! Visitatelo! Senza ombra di dubbio, perderò del tempo in questi giorni per caricare il materiale promozionale creato dalla Comunità Italiana all’interno del portale. Il portale si basa su Drupal.

Ubunteri in manifestazione
La mattina del 28 ottobre sono stato tra i 14.000 studenti baresi che si sono mobilitati per la manifestazione in Piazza Prefettura contro la legge 133/08, preludio a quella che sancirà la privatizzazione dell’Università Pubblica Italiana. Gli studenti del nostro corso hanno realizzato una bara in cartone per celebrare il funerale dell’Università Pubblica. In quel mentre, ho conosciuto un ubuntero che ci ha aiutato a trasportare la bara. Gli avevo promesso questo grazie :D

DSCF2152.JPG

Wikipedia e Wikimedia Commons
La mia dolce metà, studentessa di Storia dell’Arte nonchè linguista in erba, ha deciso autonomamente di correggere una delle mie traduzioni dalla Wikipedia inglese, Restauro degli affreschi della Cappella Sistina, sistemando alcuni miei strafalcioni (tecnici più che linguistici, a dir la verità). Un bacione :D
Approfitto del momento per rendere noto agli utenti della provincia di Bari che presto verranno caricate su Wikimedia Commons una ventina di foto di beni culturali della provincia. A queste se ne aggiunge qualcuna della nave scuola Amerigo Vespucci, ormeggiata per tre giorni nel porto di Bari, che però non ho potuto visitare dall’interno. Siccome la documentazione fotografica relativa agli interni della nave su Commons è totalmente assente, se qualcuno ha scattato delle foto e vuole rilasciarle con licenza libera (meglio Creative Commons BY-SA in questi casi piuttosto che la GNU) vorrebbe segnalarmelo? Provvederò subito a caricarle su Commons a suo nome.

Propositi per l’inverno
È giunto il momento delle promesse: ho approfittato dell’estate per liberarmi da un pò di faccende gravose, ho chiuso un pò di progetti aperti in passato per dedicarmi solamente a pochi e precisi obiettivi: Ubuntu-it, Wikimedia, OpenMoko, OpenStreetMap.

Il mio regalo estivo ai progetti Wikimedia
ago 21st, 2008 by Fradeve

Sconcertato da tanta calura, mi son dato all’upload massiccio su Wikimedia Commons: ho rilasciato sotto licenza incrociata GNU e Creative Commons l’intera collezione delle illustrazioni (per lo più grafici scientifici) che ho realizzato per la mia dispensa di Petrografia, con la collaborazione di un amico. Tutte le foto sono state categorizzate in Category:Petrology diagrams.
Ovviamente tutte le illustrazioni sono state realizzate con software libero, in questo caso Inkscape su Ubuntu Hardy. Se qualcuno si stesse chiedendo l’utilità del gesto, è presto detto: i grafici e le illustrazioni in svg possono essere modificate con programmi di grafica vettoriale, tradotte in più lingue (Wikipedia esiste ormai in 200 lingue ;) ) e riutilizzate in più progetti culturali – da Wikipedia a Wikiversity, a Wikibooks e così via.

Morale: se avete anche voi illustrazioni, fotografie, schemi, grafici ecc ecc, fate un bell’upload su Wikimedia Commons e rilasciateli con licenza copyleft, farete un bel favore alla cultura.

OpenStreetCamping, edizione 2008
lug 25th, 2008 by Fradeve

Quest’anno, c’è qualcosa di nuovo sotto il sole estivo. Avete voglia di sole, mare, foreste, ciclismo nella natura? Siete appassionati di campeggio, non vi muovete senza tenda e fornellino? Volete contribuire al più grande (e ben riuscito) progetto di mappatura del mondo conosciuto, OpenStreetMap?

Bene, OpenStreetCamping fa per voi.

Da un’idea mia e del mio compagno (e compaesano) di mapping, Sdonk aka Alessandro, abbiamo avviato per la prima volta nella storia di OpenStreetMap un viaggio-campeggio con l’intenzione di montare tenda in molti posti diversi e, servendoci della bicicletta (infilata con la forza nella mia FIAT Panda che utilizzeremo per gli spostamenti) mapperemo quante più strade possibili.

La nostra tenda è da 6 posti, e i mapper da tutto il mondo sono i benvenuti a trascorrere 10 giorni in nostra compagnia. Saremo nel Parco Nazionale del Gargano dal 4 al 13 agosto.

Per riassumere, incollo qui la lettera che abbiamo inviato nella mailing list italiana di OpenStreetMap:


Carissimi Mapper italiani,
siamo due freschi mapper pugliesi che si stanno impegnando a mappare praticamente qualsiasi cosa capiti a tiro in giro per la città in cui viviamo, Terlizzi ed il capoluogo in cui studiamo, Bari. I risultati di 2 mesi di mapping sono visibili qui. Tutto il mapping è fatto completamente in bicicletta, quindi vi lasciamo immaginare quanti km abbiamo fatto in due mesi :D

Arrivata l’estate, finiti(?) gli esami, abbiamo pensato di andare in campeggio sul Gargano per una decina di giorni. Nello stesso momento in cui abbiamo avuto l’idea del campeggio, ci siamo guardati in faccia e senza aggiungere altro, abbiamo cominciato ad “accarezzare” l’antenna GPS… l’idea ormai era partorita. È così che ci è venuto in mente l’OpenStreetCamping. L’idea (malata) è più o meno la seguente: si parte per un campeggio di 10 giorni, con la mia fedelissima FIAT Panda “Young”, caricata con tutto il materiale del caso, e le nostre fedeli biciclette.
Ci sposteremo per 3 campeggi in 3 località diverse del Gargano:
- Manfredonia
- Vico del Gargano (Google Maps lo chiama “Vicolo” del Gargano XD)
- Peschici
Sosteremo in ognuno di questi campeggi per 3 giorni, passando tutta la giornata in bici per mappare il luogo. Ovviamente, il tutto sarà accompagnato da innumerevoli bagni nello splendido mare pugliese, grigliate di carne locale e buon vino. C’è venuto in mente di chiamare questa cosa OpenStreetCamping, perchè – in fondo – il nostro primo obiettivo, oltre a pedalare e divertirci, è ovviamente mappare (sul Gargano non c’è praticamente niente).

Non sappiamo se l’idea può interessare a qualcuno, se c’è qualche mapper nei pressi di Manfredonia, se qualcuno vollesse unirsi a noi. Solo, ci sembra un’idea carina che tiene alto lo spirito della “Comunità” mapper italiana.
Per l’occasione stiamo cercando di farci stampare delle magliette con i loghi di OSM; nell’attesa, abbiamo personalizzato i nostri caschi da bicicletta con degli adesivi. Tutto il viaggio verrà documentato con foto e “narrazione” giorno per giorno (pubblicati sui nostri blog [5]), ed ovviamente dal caricamento dei GPX su OSM :D
Considerato che entrambi collaboriamo anche ad alcuni dei progetti della Wikimedia Foundation, il viaggio sarà l’occasione per raccogliere del materiale fotografico che ancora non esiste sulle tre città che visiteremo e sui territori che le circondano. Come dire… sarà un OpenTravel, o qualcosa del genere.

Se avete suggerimenti, idee, proposte, consigli et similia, non esitate a scriverci. Abbiamo in mente di realizzare anche una modesta locandina per pubblicizzare un pò l’idea attraverso i blog.

Saluti,

Francesco [Fradeve11]
Alessandro [Sdonk]


E adesso, dopo le dovute precisazioni, qualche fotografia dei preparativi:


casco2
Il casco con adesivi di OSM su entrambi i lati ;)
0012
Eh si, qui stiamo mappando le campagne pugliesi e ci eravamo letteralmente persi…

Chiunque volesse unirsi a noi nell’impresa di mappare (almeno parzialmente) il Parco Nazionale del Gargano, è pregato di contattarci.

Buone vacanze a tutti!!

Android di Google non è aperto come sembra…
lug 16th, 2008 by Fradeve

Nonostante il nerissimo periodo affettivo, trovo ancora la forza di scrivere qualcosa, spero possa risultare interessante. Vengo al dunque: secondo quanto affermato da ArsTechnica, Android di Google, il sistema operativo basato su GNU/Linux per cellulari/palmari, non è open source come Google ha più volte affermato. Non mi piace autoreferenziarmi, ma ne avevo già parlato in passato.

In breve, a quanto pare, mentre la maggior parte della community di sviluppatori volontari di Android è costretta ad usare una versione dell’SDK aggiornata a Febbraio di quest’anno, e stanno chiedendosi quando vedranno una nuova SDK su cui sviluppare, un piccolo nucleo di 50 sviluppatori selezionati ha avuto accesso ad una versione aggiornata del software, con molte caratteristiche innovative e molti meno bug.

L’esistenza di questa versione aggiornata dell’SDK (con i miglioramenti tanto agognati da molti fiduciosi sviluppatori) è trapelata per puro errore a causa dell’errato invio di una mail nella mailing list “pubblica” anzichè in quella “privata” degli sviluppatori “intimi e autorizzati”. A peggiorare la posizione di Big G, c’è il fatto che i pochi sviluppatori hanno avuto accesso al codice tramite un accordo di non divulgazione; in altri termini: noi ti mettiamo a disposizione il codice, ma tu non lo dici a nessuno.

Non voglio suscitare sensazionalismi, ma la fiducia è un concetto molto astratto e prezioso: se dò fiducia ad una certa persona, mi aspetto che questa non venga tradita, soprattutto quando la mia “fiducia” si traduce nel *tempo libero* dedicato allo sviluppo di un sistema operativo. Il fatto che Google abbia nascosto al mondo l’esistenza di questa nuova versione dell’SDK, rendendola disponibile con accordo di non divulgazione a pochi sviluppatori, lede profondamente la fiducia delle persone che dedicano il loro tempo libero e le loro energie ad Android.

A questo punto, vien da chiedersi: Google ha nascosto la nuova SDK dietro un accordo di non divulgazione. Quante altre cose sta nascondendo, dicendo nel frattempo al mondo che “Noi di Google crediamo nell’Open Source”?

OpenMoko e NeoFreerunner: a che punto siamo…
lug 15th, 2008 by Fradeve

Dopo l’entrata in vendita (meno di un mese fa) del NeoFreerunner, il primo palmare/telefono completamente open-source, finalmente anche qualche italiano ha cominciato a ricevere a casa il magico pacchettino nero, contenente la straordinaria saponetta elettronica che farà felice moltissimi smanettoni ed amanti del Software Libero.

Ci sono una serie di rivelazioni/novità del tutto sconcertanti: comincio da quelle più “banali” per arrivare alle più “succose”. Molte notizie sono conosciute già da secoli, ma questo post è un vero e proprio brainstormig…

Statistiche
1) Secondo le statistiche di Giugno del Wiki di OpenMoko (wiki.openmoko.org) l’Italia è al 3° posto nel mondo per “interesse” nei confronti del palmare, con 5177 visite al giorno, preceduta da Germania (14666) e USA (17243). Dietro l’Italia troviamo Francia, Regno Unito, Taiwan e Cina. Sono sbalordito da un così imponente interesse nel nostro Bel Paese, è un segnale molto positivo.

Vendite
2) In 2 giorni il Neo Freerunner è andato completamente esaurito in *tutti* i negozi d’Europa (i distributori erano 4!). Secondo alcuni calcoli sulla mailing list ufficiale, se ne sono venduti in 10 giorni più di 10.000…. spaventoso.

Sviluppo
3) Secondo un sondaggio, la piattaforma di sviluppo OpenMoko è al 2° posto in assoluto come preferenza da parte degli sviluppatori, dopo Android di Google; segue Windows Mobile; Symbian all’ultimo posto. [Ho perso il link, quindi scusate se non vi cito la fonte; ve ne parlo sulla fiducia]

Funzioni
4) Cosa può fare attualmente il Neo Freerunner con OpenMoko: tutto. Telefona, manda SMS, copia la rubrica ed i contatti direttamente dalla SIM, funge da navigatore GPS con mappe vettoriali (OpenStreetMap) ed anche con fotografie aeree; naviga nel web con connessione Wifi e si collega ad altri dispositivi tramite Bluetooth. Grazie a Cerebro [http://lyme.media.mit.edu/cerebro/index.php/Welcome_to_Cerebro] permette di creare reti mesh Wifi senza necessità di connessione ad internet, permettendo ai Neo di comunicare fra loro e scambiarsi dati. Inoltre funzionano benissimo anche le altre applicazioni come l’agenda, il lettore di feed RSS, ecc ecc

Ambienti software
5) Tra gli aspetti più interessanti, non comuni a nessun altro palmare/telefonino, è la presenza di *molti* ambienti “desktop”. Il Neo viene distribuito con il rilascio di OpenMoko 2007.2, un’interfaccia basata su GTK che svolge egregiamente tutte le funzioni per cui è stato programmato. Tuttavia, sono in lavorazione un’interfaccia basata su Qtopia, che integra Gtk, Qt ed e17 (le librerie di Enlightment9), chiamata ASU (April Software Update) ed un’ulteriore ambiente ancora completamente work in progress chiamato FSO, il cui obiettivo è semplicemente avere una stabilità pazzesca (non che il 2007.2 non lo sia, eh).

Batteria
6) Grazie ad una patch, la batteria con lo stack FSU raggiunge le 21 ore di durata :D Secondo gli sviluppatori, ci sono in cantiere altre modifiche al sistema che ne allungheranno ancora di più la vita. Per il momento la vita media di un Neo Freerunner si aggira intorno alle 6 o 7 ore.

Componenti aperte

7) Il Neo Freerunner, essendo completamente aperto, non sopporta l’hardware proprietario. Niente POP-port come nei Nokia Serie 60 per gli spinotti, ma un meraviglioso jack da 2,5 mm per le cuffie e una stupenda porta micro-USB per collegarlo al pc. La batteria in dotazione con il palmare è la BL-5C, usata nei Nokia Serie 60 (come il 6600 o il 6630) e comprarne una “compatibile” costa solo 5€, motivo per cui non c’è da preoccuparsi se – attulmente – la batteria dura così poco.

Penne USB
8) La porta USB del Neo è alimentata: ciò significa che è possibilissimo collegarci una penna USB (con apposito adattatore USB-microUSB) e utilizzare i dati in essa contenuti (anche se gli sviluppatori avvisano che ciò potrebbe diminuire sensibilmente la vita del palmare… certo, se avete una batteria di scorta è tutto più semplice).

Librerie grafiche
9) OpenMoko, lo dò per scontato, è un sistema GNU/Linux, con tutto ciò che ne consegue: sono supportati Python, Perl, C++ ed altri linguaggi di programmazione sia compilati che interpretati. Sono supportati Gtk+, Qt ed e17, quindi ci si può sbizzarrire con il software libero e con il porting di software già esistente.

Il prezzo in Italia
10) Grazie ad una azienda italiana, il Neo Freerunner entrerà in vendita in Italia dal 1° settembre, alla modica cifra (e dico sul serio) di 329€ + 10€ di spedizione. Nel prezzo, oltre al palmare, è inclusa una custodia in neoprene e le cuffie con jack da 2,5 mm. Nella confezione, oltre agli oggetti appena citati, sono presenti: un cavo USB-microUSB per connettere il palmare al PC; un adattatore per ricaricarlo dalla presa elettrica, con ulteriore adattatore per prese europee/inglesi ed una microSD da 512 Mb. Nel prezzo è compreso un servizio “DebugBoard on call service” per l’affitto settimanale delle debug-board.

Il GPS
11) Oggi è stato scoperto un bug nell’hardware del Neo Freerunner; si tratta di un EMC derivante dallo slot che contiene la microSD e che interferisce con il ricevitore GPS, che non riesce (o in alcuni casi ci mette moooolto tempo) ad agganciarsi ad alcun satellite. Fin quando gli sviluppatori non troveranno una maniera per fare fronte al bug (ovviamente la risoluzione dovrebbe arrivare dal software non da una modifica dell’hardware) il problema può essere risolto rimuovendo la microSD quando bisogna usare il GPS (lo so, è una proposta indecente perchè nella microSD possono essere salvate tutte le mappe necessarie alla navigazione) oppure utilizzando un’antenna GPS esterna via bluetooth. Comunque, non in tutti i casi succede quanto descritto sopra, ad alcuni sembra funzionare bene. Aspettiamo fiduciosi ulteriori sviluppi sul tema.

La navigazione satellitare

12) In compenso, sono stati elaborati software semplicemente magnifici per la navigazione GPS su OpenMoko: sto parlando di gvSIG, tangoGPS, che supportano mappe da OSM, e foto aeree da OpenAerialMap.org e Maps-For-Free.org. Questi programmi sono l’ideale anche per tutti i mappers che vogliono cimentarsi in OSM.

I browser
13) OpenMoko ha un browser integrato WebKit ed è già stato inoltre testato Firefox per dispositivi mobile, che prende il nome di “Minimo Web Browser“, e funziona benissimo.

Java
14) OpenMoko adesso, grazie allo sviluppo di Jalimo, supporta anche Java: è anche per questo che gvSIG gira sul palmare. Con questo porting di Java, si apre un mondo di possibilità!

Design aperto e creatività
15) I file CAD con cui sono progettate le mascherine di plastica che ospitano e contengono l’hardware del Neo (il “case” o “chassis”, per capirci) sono sotto licenza Creative Commons, e sono liberamente modificabili e ridistribuibili. Uno studente di design industriale in uno stage all’OpenMoko, ha progettato una stupenda guaina, una cover in plastica per il palmare, che gli conferisce un aspetto veramente robusto e resistente, quasi come gli astucci dei telecomandi. Non ci vorrà molto che qualche azienda non approfitti dell’idea e ne produca dei modelli reali, mettendoli in commercio. I vantaggi dell’hardware libero ;)

»  Substance: WordPress   »  Style: Ahren Ahimsa