->
Ancora una volta, una buonissima notizia: una giovane startup pugliese, l’associazione “C@alliope” (www.accalliope.com), vincitrice del progetto dell’amministrazione regionale Vendola “Bollenti Spiriti“, sta per presentare ufficialmente il suo progetto su come innovare una biblioteca di circa 20.000 volumi interamente con Software Libero. Il progetto vincitore presentato dall’associazione prevede l’informatizzazione capillare di tutti i volumi presenti nella Biblioteca Comunale di Terlizzi, completamente con Software Libero. Nei server l’intero motore bibliografico è spinto da Ubuntu Server Edition, ed è in grado di comunicare sia con terminali GNU/Linux che Microsoft Windows nella intranet che – ovviamente – con tutti i browser degli utenti che, collegandosi al sito della biblioteca, possono monitorare lo stato dei libri che intendono prenotare, e vengono avvisati quando il libro è nuovamente disponibile.
Ma anche dietro la gestione delle nuove tessere c’è GNU/Linux: modprobando (passatemi il termine) i moduli del kernel necessari per far funzionare su Ubuntu le pistole che leggono i codici a barre, l’Associazione sostituirà le vecchie tessere cartacee con tessere plastificate (della dimensione di una carta di credito) sulle quali è impresso il codice a barre personale del cittadino. In questo modo sarà semplicissimo avere sott’occhio tutti i dati relativi ai prestiti ed ai rapporti cittadino-libro (senza contare che si potrebbero virtualmente incenerire tutti gli schedari cartacei, visto che adesso tutti i dati saranno ospitati nel server).
Insomma, ancora una volta GNU/Linux ed Ubuntu danno un’idea di come sia possibile, per le giovani aziende, partire, investire nello sviluppo comune, etico, risparmiando i soldi delle licenze ed offrendo un servizio assolutamente professionale. I miei complimenti vanno quindi all’Associazione C@lliope, che ha saputo unire tutto ciò e renderlo disponibile (a breve) per i – fortunati – cittadini del comune pugliese di Terlizzi.
Non resta che invitare la cittadinanza ad assistere alla presentazione del progetto, a cui seguirà un “tessera party”, che si terrà giovedì 26 novembre nella Biblioteca Comunale di Terlizzi.
La comunità degli utenti GNU/Linux e dei mappper di OpenStreetMap (abbreviato OSM) in Puglia sta crescendo molto rapidamente. Sono rimasto piacevolmente sorpreso di quanto il concetto di riscattare le proprie libertà stia cominciando a radicarsi nei sentimenti dei pugliesi, e di quanta persone mi chiedano di Ubuntu ed OSM.
La buona notizia è che la neonata associazione VieDiFuga, con sede a Ruvo di Puglia, sta per organizzare un mapping party per mappare la città. Un primo briefing è previsto per sabato 21 novembre, per installare JOSM ed impostare i GPS per registrare i tracciati. L’appuntamento è nella sede dell’associazione (Via Cattedrale 130); ovviamente chiunque voglia partecipare può contattare il presidente o direttamente me. Il mapping party vero e proprio si terrà gli ultimi giorni di novembre o i primi di dicembre, in data da definire.
L’iniziativa si inserisce in una serie di attività che la comunità pugliese di OSM ha intenzione di portare avanti per rendere aumentare la base di accesso al progetto, e far capire quanto sia importante che cittadini, enti pubblici e di ricerca collaborino alla stesura della mappa del proprio territorio, libera e utilizzabile per tutti.
Per quanto riguarda Ubuntu, è probabile che in futuro saranno organizzati qui in provincia dei mini corsi all’utilizzo del sistema operativo Debian-based, cercando di fornire una panoramica completa sia dell’utilizzo sia della possibilità di contribuire concretamente allo sviluppo attraverso la Comunità Italiana. Ma su questo vi terrò aggiornati.
Restate sintonizzati!
Esistono persone che sanno esattamente cosa sia l’ospitalità, la cortesia e l’organizzazione. Tra queste, inserirei senza ombra di dubbio i ragazzi del BasLUG. Quest’anno le cose sono andate diversamente da come avevo immaginato. Mentre ero a Siponto sul cantiere di scavo, una email mi avvisa che Potenza è interessata da OpenStreetMap, e sarebbe stato interessante che io parlassi un pò del progetto al Linux Day. Il LD di Potenza è organizzato dai fantastici ragazzi del BasLUG, che da qualche anno ormai organizzano la giornata dedicata al software ed ai sistemi operativi liberi nel capoluogo di provincia.
Quest’anno il LD ha avuto luogo nell’aula magna della nuovissima Facoltà di Agraria, che devo ammettere era veramente lussuosa. Il tragitto da Bari a Potenza non è stato dei più comodi, con la complicità delle Ferrovie Appulo-Lucane.
Hanno partecipato al LD sindaci (quindi politici e PA), associazioni, appassionati, liberi professionisti e studenti. Non sono mancati gli interventi interessanti: non avrei mai immaginato quante cose si potessero realizzare con un Pentium III 550 MHz ed una distribuzione GNU/Linux (eh si, il photo server è proprio un’idea geniale!). Sono rimasto anche molto colpito dal materiale che è arrivato dall’ILS (Italian Linux Society), veramente di grande effetto divulgativo. Rimango del parere che, per quanto tutto il mondo legato a GNU/Linux viva di pubblicità e diffusione di materiale (PDF e iso) soprattutto online, il supporto cartaceo con il logo del pinguino ed i CD originali di Ubuntu fanno sempre la loro figura, e lasciano nelle tasche dei neofiti che partecipano un riscontro materiale della loro giornata.
Quest’anno mi sono tolto lo sfizio, durante il mio talk, di alzare un CD di Kubuntu e leggere le fantastiche 4 righe che sanciscono la libertà dell’utente di installare su un numero illimitato d macchine, masterizzare, modificare e ridistribuire il contenuto dello stesso CD, alla faccia delle licenze proprietarie. Il gesto mi è servito da catalizzatore per descrivere quanto potrebbe essere semplice ed economico per le PA passare da sistemi operativi proprietari a liberi e da GIS e software geografico ESRI a GRASS e Quantum GIS.
Anche l’effetto di OpenStreetMap è stato notevole, soprattutto per l’associazione dei geologi GeoBas presente al talk. OpenStreetMap, dopo la donazione della cartografia di Potenza e Matera da parte di un privato, sta ricevendo una grossa spinta in Basilicata grazie al BasLUG. Spero vivamente che la collaborazione tra BasLUG, OpenStreetMap e GeoBas possa arricchire ulteriormente la regione di dati e mappe che tutti i cittadini possano scaricare ed utilizzare liberamente, in nome del libero sviluppo.
Infine, devo sottolineare il coraggio di due veri Linux users, che stoicamente si sono alzati prima dell’alba per una trasferta lampo Bari-Potenza quella stessa mattina. Il loro interesse è stato premiato dai talk interessanti e dalla straordinaria ospitalità del BasLUG. Spero che i miei due corregionali si armino presto di GPS per mappare il proprio comune
Infine, una nota a margine. Quest’anno il Linux Day a Bari si è svolto per mezza giornata, solo la mattina. È qualcosa che mi rattrista molto. Il LUGBari non si è mai distinto nè per la sua straordinaria popolarità, nè per il numero di iniziative nel corso dell’anno. Eppure, è sempre stato all’avanguardia con un Linux Day ben organizzato e funzionale. Quest’anno c’è stato ed è stato anche molto interessante, ma ridimensionato rispetto agli anni precedenti. Software libero, pensiero libero: è il risultato della politica chiusa e poco intraprendente dell’associazione negli ultimi anni. Bari è un polo universitario di circa 60.000 studenti, oltre che essere uno dei capoluoghi di regione più attivi dal punto di vista giovanile nel Sud Italia. Posso immaginare che nella sola Bari ci sia qualche centinaio di utenti GNU/Linux. Vedo delle grandissime potenzialità, e un’associazione che non ha saputo sfruttarle. Spero che con il nuovo anno le cose cambino in meglio, considerato che ho sempre creduto nei LUG.
Dov’è finito Fradeve? In molti se lo saranno chiesto vedendomi scomparire dal blog per quasi un mese. Non si è nascosto in un bunker antiatomico dopo le pericolose dichiarazioni del precedente post, ma è semplicemente finito a mangiare polvere. Francesco è uno dei 50 volontari che per 6 settimane hanno “dato una mano” negli scavi archeologici di Siponto 2009. Siponto (adesso quartiere turistico di Manfredonia – FG) era una cittadina medievale sorta sulle vestigia dell’omonima città di epoca romana, tanto importante da essere riportata sulla Taula Peuntingeriana.
Siponto, ed altri scavi didattici (in Puglia un altro sito importante da questo punto di vista è Egnazia, nei pressi di Monopoli) è un esempio di come nella gran parte dei casi funziona (o non funziona) il settore dei Beni Culturali in Italia. Considerato che non sono disponibili (da parte delle Università, delle Regioni, del Comuni, ecc) abbastanza fondi per pagare gli operai, gran parte delle campagne archeologiche si basano sulla buona volontà degli studenti di corsi di laurea come Storia dell’Arte, Restauro, Diagnostica e Scienze applicate ai BB.CC., Archeologia, ecc.; studenti che lavorano gratuitamente 8 ore al giorno (e conservano i dolori per la fatica fisica per un bel pò di giorni dopo), sotto l’attenta direzione degli archeologi messi a disposizione dalle Università. Nei casi migliori, ogni 50 studenti ci sono 4 o 5 operai pagati per i lavori più pesanti. Agli studenti l’Università paga soltanto vitto e alloggio nel luogo dello scavo.
Ho sentito qualcuno affermare che l’archeologia non fosse una priorità per il nostro paese. Ho anche sentito qualcuno ribadire che la cultura non è fondamentale quanto lo sviluppo industriale. Il mio punto di vista è del tutto opposto: vedo come fondamentale spinta all’economia l’industria dei Beni Culturali; in Italia potremmo vivere solo di quello. Sono veramente poche le zone italiane in cui non ci siano beni culturali di un qualche interesse turistico, o che non riescano ad offrire un paesaggio o dei prodotti tipici che tutto il mondo ci invidia.
Eppure, lo sappiamo, per certe cose il denaro non c’è mai. Ed allora, gli archeologi si arrangiano. O meglio, hanno cominciato scegliendo il Software Libero perchè è gratuito, ed hanno finito con l’adottarlo perchè offre maggiori possibilità ed è decisamente più flessibile di quello proprietario. Tenendo anche conto del fatto che l’Archeologia Stratigrafica è ormai una disciplina quasi geospaziale, è facile intuire la quantità di software che possa orbitare intorno a queste esigenze. Di seguito, ne riporto una brevissima lista:
Tutti questi software, combinati insieme ed utilizzati sapientemente, offrono possibilità del tutto maggiori e più stimolanti per lo sviluppo di prodotti basati su dati archeologici. In Ubuntu tutto ciò può essere installato facilmente tramite apt-get o il comune gestore di pacchetti. Non è un caso che sia stata proprio Ubuntu la distribuzione scelta come base per il sistema operativo libero per gli archeologi, ArcheOS, sviluppato da Arc-Team.
Ancora una volta, il software libero si dimostra non solo all’altezza delle più sfrenate aspettative ed esigenze, ma molto più potente, flessibile e creativo di quello proprietario. Archeologi, alla riscossa!!
Attenzione, in questo post di parla di:
Se avete problemi a digerire una qualsiasi di queste tematiche, chiudete pure questa tab di Firefox.
Come quei pochi sfortunati che ogni tanto leggono questo blog ben sapranno, non è mio costume parlare di politica. Oggi farò un’eccezione, ma solo perchè la politica sta allungando le mani sulla nostra Libertà in rete. Oggi farò un esperimento, e scriverò con la stessa spontaneità che si trova nel Planet Internazionale di Ubuntu. Potete considerarlo l’unico post politico del 2009.
1 – Politica La politica non mi interessa molto, non credo nella destra, nella sinistra, men che meno nel centro. Credo nella Costituzione Italiana e nel codice di condotta di Ubuntu. Eppure, la politica serve; serve a gestire ed amministrare le comunità, ed è una cosa molto importante.
Non mi interessano la vita privata e gli scandali sentimentali dei vari Presidenti del Consiglio, non mi interessano i festini, le orge. Ma attenzione, la questione si fa più interessante quando una donnina (o più donnine) che ignorano i principi base della politica, del confronto ideologico e prive di coscienza civile, diventano amministratori del Paese e degli interessi dei cittadini per il semplice fatto di aver partecipato ad un’orgia. In tal caso si sconfina dal “gossip” e si entra nella cronaca giudiziaria di pubblico interesse.
2 – Note autobiografiche Sarò chiaro, abito in Puglia ma ragiono da buon genovese: i soldi non crescono sugli alberi, si guadagnano con il sudore della fronte, con i sacrifici e con lo studio. Nel mio caso questo significa GIS open source, GNU/Linux, Ubuntu. Significa anche che ogni giorno mi faccio il c*** per fare fronte allo studio universitario e mandare avanti la mia attività basata su Software Libero, che mi permette di restare a galla. Su questa attività pago delle tasse, come tutti gli onesti cittadini, ed i miei soldi di contribuente finiscono nelle casse dello Stato. Non posso accettare che i miei soldi vengano gestiti (a livello nazionale o europeo) da persone del genere. Le donnine devono rimanere nelle camere da letto, non devono sedere sulle poltrone da cui si amministrano i soldi pubblici. Una posizione simile a quella della figlia di un prefetto amico di Gianni Letta, del quale dirò qualcosa più giù. Si si, proprio quella senza neanche una laurea. Più o meno come me. Solo che lei è membro della Commissione per i Bilanci del Parlamento Europeo.
3 – Il bavaglio a Wikipedia Nel – pochissimo – tempo libero che mi rimane, contribuisco ai progetti della Wikimedia Foundation. Vi assicuro, è triste svegliarsi una mattina e scoprire che un parlamentare italiano ha citato per diffamazione Wikimedia Italia, chiedendo 20 milioni di euro di danni. “Ripetere giova”: VENTI_MILIONI_DI_EURO. In confronto, i 2 milioni chiesti da Berlusconi all’Unità sembrano gli spiccioli che inserisco nelle macchinette del caffè all’Università. Sapete quantè il budget annuale di Wikimedia Italia? 2000 euro annui, raccolti con il famigerato “sudore della fronte” dei volontari che investono mezzi e tempo nella costruzione e nell’animazione dell’Enciclopedia Libera in Italia. Mi fermo e penso: “Ecco uno di quei giorni cominciato male”. Vengo anche colto da un conato di vomito, quando scopro chi è l’autore della bravata: il deputato Antonio Angelucci (Popolo delle Libertà). Credetemi, sono mortificato, ma non riesco ad essere politicamente corretto in questo post.
Angelucci non sa che:
La situazione, dal mio punto di vista, è chiara: Angelucci (il cui grado d’istruzione, come si legge nella pagina del sito della Camera, è la terza media) ha una connessione mobile molto più cara della You&Me con il suo avvocato, per cui è stato molto più economico e veloce chiamare l’avvocato per inviare una missiva a Frieda Brioschi, presidente di Wikimedia Italia. Nel frattempo, il mondo – come sempre – ci ride in faccia. In Germania il capitolo locale di Wikimedia Deutscheland viene finanziato con sovvenzionamenti dal governo, in Italia si chiedono i danni.
4 – La libertà di stampa Il mondo del giornalismo online si è infiammato, e gli avvocati di Angelucci hanno rifiutato di rispondere alle domande poste dal giornalista dell’Espresso Alessandro Gilioli. La domanda successiva è: perchè mai Angelucci trova diffamante il contenuto della propria voce su Wikipedia? Perchè, secondo me, Angelucci ha tentato di imbavagliare la nostra libertà di scrivere sulla rete. E ce lo fa notare chiaramente il giornalista Federico Mello nel suo articolo sul quotidiano “Il Fatto Quotidiano” del 24 settembre: Angelucci è un imprenditore della sanità coinvolto in numerose inchieste (nonchè – guardacaso – editore – bipartitico? – sia di Libero che del Riformista). Wikipedia riportava che suo figlio Giampaolo era agli arresti domiciliari, nonostante il periodo di detenzione fosse terminato. In effetti, la voce non era aggiornata. Bel sollievo, non c’è che dire.
Wikipedia è scomoda, l’informazione online è scomoda. Molto meglio quella cartacea, controllabile e programmabile. Con le dovute eccezioni, per fortuna: così, sempre dalle colonne del Fatto Quotidiano, si viene a scoprire che Wikipedia è l’unica fonte a parlare chiaramente dell’inchiesta a carico del sottosegretario Gianni Letta sulle manipolazioni sull’Agenzia delle Entrate che avrebbe dovuto fare uno sconto fiscale alla holding “La Cascina”, di Chiorazzo, che deve ancora versare al fisco 74 milioni di euro di tasse. Bene. E con questo ritorniamo allegramente al denaro pubblico.
La morale della storia è che chi suda, lavora e studia onestamente deve versare le tasse; chi finisce a letto con il politico siede sulla poltrona europea ad amministrare il denaro appena versato; chi fa cultura e informazione liberamente deve essere denunciato; chi versa cemento e ruba appalti riceve sconti dal fisco.
Dovete perdonare lo sfogo, ma così non si può andare avanti.
fradeve@poe:~$ vrms Non-free packages installed on poefglrx-modaliases Identifiers supported by the ATI graphics driverlinux-generic Complete Generic Linux kernellinux-restricted-modules- Non-free Linux 2.6.28 modules helper scriptlinux-restricted-modules- Restricted Linux modules for generic kernelsskype Skype – Take a deep breathsun-java6-bin Sun Java(TM) Runtime Environment (JRE) 6 (architecturesun-java6-jre Sun Java(TM) Runtime Environment (JRE) 6 (architecturetangerine-icon-theme Tangerine Icon themeunrar Unarchiver for .rar files (non-free version) Reason: Modifications problematic Contrib packages installed on poeflashplugin-installer Adobe Flash Player plugin installergstreamer0.10-pitfdll GStreamer plugin for using MS Windows binary codecslimewire-basic LimeWire is a p2p filesharing program that offers thettf-mscorefonts-installer Installer for Microsoft TrueType core fonts 9 non-free packages, 0.5% of 1838 installed packages. 4 contrib packages, 0.2% of 1838 installed packages.
Mi arrivata stamane via email:
Gentile Francesco,La volevo ringraziare per il servizio che mi ha fornito gratuitamente, gli adesivi sono arrivati in pochi giorni. Ringrazio Lei e l’intero staff di ubuntu stickers, siete veramente persone da premiare per il Vostro impegno anche in questi servizi.La ringrazio nuovamente.
Ecco cosa fa il software libero: spinge alla collaborazione, e genera gratitudine. Quindi: grazie a tutti coloro che hanno scelto di richiedere gli stickers di Ubuntu, la Comunità Italiana di Ubuntu-it è fiera di poterli distribuire.
Il titolo parla da solo… per il compleanno di mio fratello ho pensato di fargli uno striscione 1m x 2m, un mega-fake-assegno, realizzandolo ovviamente con il favoloso Inkscape su Ubuntu Jaunty. A parte la stampa con il plotter, che è venuta a costare un pò, il risultato è stato eccellente
…e le nuove scoperte in fatto di software sono una di quelle
Da mesi e mesi un mio carissimo amico continua ad insistere sul fatto che non c’è ragione di usare Mozilla Thunderbird, un bel mattone pesante, quando GNU ci aiuta con Claws Mail… e oggi ho scoperto che ha ragione. Ho installato Claws dai repository di Ubuntu 9.04 e devo dire che è di una leggerezza incredibile rispetto a Thunderbird, e non si fa mancare niente della personalizzabilità e dei plugin del prodotto Mozilla (soprattutto nel mio caso, che di plugin ne uso veramente pochi). Tra le features che più mi interessano:
Altra novità, che non pensavo avrei mai integrato nel mio desktop, è stato Tracker: premendo ALT+F3 e digitando il nome del file che mi interessa, riesco a trovarlo ed aprirlo in un nanosecondo, senza neanche staccare le mani dalla tastiera!! Per non parlare della ricerca su Google, TomBoy, Delicious, ecc.Tra l’altro, sfatiamo un mito, non è assolutamente vero che Tracker pesa sul sistema: se il demone sta indicizzando, arriva ad occupare 6 Mb in RAM, se è in quiete (come nel 99% del suo tempo di attività) mi occupa al massimo 3,5 Mb in RAM… interessante!
Qualche post fa avevo parlato dei miei (e non solo) problemi con la mia scheda video integrata Intel in Ubuntu Jaunty Jackalope. Mi erano arrivati suggerimenti da varie parti della blogosfera, ma alla fine, chi l’ha vinta?
Involontariamente, l’ha vinta Guidoic, con la sua fantastica guida sul Wiki della Comunità di Ubuntu-it. In particolare, per la mia Intel 945GM su Dell Ispiron 640m, ho utilizzato seguito la sezione “Mancato riconoscimento della memoria condivisa”. E così, sono ritornato ai fasti di Compiz (con effetti ridotti al minimo, è vero).
La mia Jaunty, con TomBoy, GMailNotify, Guake, DropBox, Tracker e Pidgin aperti di default all’avvio, mangia solo 340 mb di RAM
Che dire… complimenti a Guido e ai mirabili sforzi della LOCO-it