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Ancora una volta, una buonissima notizia: una giovane startup pugliese, l’associazione “C@alliope” (www.accalliope.com), vincitrice del progetto dell’amministrazione regionale Vendola “Bollenti Spiriti“, sta per presentare ufficialmente il suo progetto su come innovare una biblioteca di circa 20.000 volumi interamente con Software Libero. Il progetto vincitore presentato dall’associazione prevede l’informatizzazione capillare di tutti i volumi presenti nella Biblioteca Comunale di Terlizzi, completamente con Software Libero. Nei server l’intero motore bibliografico è spinto da Ubuntu Server Edition, ed è in grado di comunicare sia con terminali GNU/Linux che Microsoft Windows nella intranet che – ovviamente – con tutti i browser degli utenti che, collegandosi al sito della biblioteca, possono monitorare lo stato dei libri che intendono prenotare, e vengono avvisati quando il libro è nuovamente disponibile.
Ma anche dietro la gestione delle nuove tessere c’è GNU/Linux: modprobando (passatemi il termine) i moduli del kernel necessari per far funzionare su Ubuntu le pistole che leggono i codici a barre, l’Associazione sostituirà le vecchie tessere cartacee con tessere plastificate (della dimensione di una carta di credito) sulle quali è impresso il codice a barre personale del cittadino. In questo modo sarà semplicissimo avere sott’occhio tutti i dati relativi ai prestiti ed ai rapporti cittadino-libro (senza contare che si potrebbero virtualmente incenerire tutti gli schedari cartacei, visto che adesso tutti i dati saranno ospitati nel server).
Insomma, ancora una volta GNU/Linux ed Ubuntu danno un’idea di come sia possibile, per le giovani aziende, partire, investire nello sviluppo comune, etico, risparmiando i soldi delle licenze ed offrendo un servizio assolutamente professionale. I miei complimenti vanno quindi all’Associazione C@lliope, che ha saputo unire tutto ciò e renderlo disponibile (a breve) per i – fortunati – cittadini del comune pugliese di Terlizzi.
Non resta che invitare la cittadinanza ad assistere alla presentazione del progetto, a cui seguirà un “tessera party”, che si terrà giovedì 26 novembre nella Biblioteca Comunale di Terlizzi.
Come passa in fretta il tempo… e così, senza che ci abbia fatto troppo caso, è passato quasi un anno da quando ho avuto per la prima volta tra le mani un’antenna GPS. Ovviamente, la prima cosa che feci è cominciare la mia collaborazione con OpenStreetMap. A quel tempo (parliamo di Giugno 2008) in Puglia esisteva soltanto Cerignola. Non c’era traccia di nessun altro centro abitato, menchemeno il mio paese di 30.000 abitanti, Terlizzi.
Insomma, mi sembrava un buon punto di partenza.
Ecco come si presentava Terlizzi a Giugno 2008:
Cosa aspettate? Anche il vostro Comune merita di avere una mappa libera e priva di errori (non come quelle della concorrenza)… accendete le antenne ed agganciate i satelliti, saltate sulla mountain bike, sulla motocicletta, nell’auto, il mondo è là fuori e aspetta solo d’essere mappato!
Qual è la più grande soddisfazione per un mapper se non quella di mostrare i risultati del proprio lavoro sul sito o sul blog personale?
Spulciando il wiki di OpenStreetMap mi sono imbattutto nella pagina OpenLayers Simple Example, in cui è descritta la procedura più semplice per inserire una slippy map standard in una pagina web attraverso uno script in java.
Essendo pythonista convinto di Java non capisco molto, ma il codice mi è sembrato molto intuitivo, vediamo insieme il codice della pagina html:
<html> <head> <title>Slippy map di Terlizzi</title> <!-- bring in the OpenLayers javascript library (here we bring it from the remote site, but you could easily serve up this javascript yourself) --> <script src="http://www.openlayers.org/api/OpenLayers.js"></script> <!-- bring in the OpenStreetMap OpenLayers layers. Using this hosted file will make sure we are kept up to date with any necessary changes --> <script src="http://www.openstreetmap.org/openlayers/OpenStreetMap.js"></script> <script type="text/javascript"> // Start position for the map (hardcoded here for simplicity, // but maybe you want to get from URL params) var lat=41.12925 var lon=16.5449 var zoom=15 var map; //complex object of type OpenLayers.Map //Initialise the 'map' object function init() { map = new OpenLayers.Map ("map", { controls:[ new OpenLayers.Control.Navigation(), new OpenLayers.Control.PanZoomBar(), new OpenLayers.Control.Attribution()], maxExtent: new OpenLayers.Bounds(-20037508.34,-20037508.34,20037508.34,20037508.34), maxResolution: 156543.0399, numZoomLevels: 19, units: 'm', projection: new OpenLayers.Projection("EPSG:900913"), displayProjection: new OpenLayers.Projection("EPSG:4326") } ); // Define the map layer // Note that we use a predefined layer that will be // kept up to date with URL changes // Here we define just one layer, but providing a choice // of several layers is also quite simple // Other defined layers are OpenLayers.Layer.OSM.Mapnik, OpenLayers.Layer.OSM.Maplint and OpenLayers.Layer.OSM.CycleMap layerTilesAtHome = new OpenLayers.Layer.OSM.Osmarender("Osmarender"); map.addLayer(layerTilesAtHome); var lonLat = new OpenLayers.LonLat(lon, lat).transform(new OpenLayers.Projection("EPSG:4326"), map.getProjectionObject()); map.setCenter (lonLat, zoom); } </script> </head> <!-- body.onload is called once the page is loaded (call the 'init' function) --> <body onload="init();"> <!-- define a DIV into which the map will appear. Make it take up the whole window --> <div style="width:100%; height:100%" id="map"></div> </body> </html>
Questa è una pagina html completa che integra una slippy map delle stesse dimensioni della pagina html, nel caso vogliate personalizzare il titolo della pagina (quello che compare nella finestra del browser) dovete modificare ciò che è compreso nel tag <title></title>:
<title>Modificare questo testo</title>
Il passo successivo consiste nel modificare le coordinate di origine della mappa e lo zoom di default, dal sito, cliccando su “permalink” in basso a destra dopo aver cercato la città o la regione di interesse e lo zoom gradito e copiando il nuovo indirizzo che nel frattempo sarà comparso nella barra del browser.
Le coordinate e lo zoom vanno inserite in questo punto del file html:
<script type="text/javascript"> var lat=41.12925 var lon=16.5449 var zoom=15
Se intendiamo utilizzare un solo tipo di layer (vedi punto successivo) possiamo lasciare invariata la porzione di script che inizializza gli oggetti della mappa, in caso contrario dobbiamo aggiungere il LayerSwitcher alla mappa per permettere agli utenti di cambiare layer al volo, modificando il codice che inizializza i controlli da così:
new OpenLayers.Control.Navigation(), new OpenLayers.Control.PanZoomBar(), new OpenLayers.Control.Attribution()],
a così:
new OpenLayers.Control.Navigation(), new OpenLayers.Control.PanZoomBar(), new OpenLayers.Control.LayerSwitcher(), new OpenLayers.Control.Attribution()],
In questo script è implementato solo il layer di Osmarender (il software di rendering open source nato in casa OpenStreetMap e utilizzato dal progetto di rendering distribuito tiles@home):
layerTilesAtHome = new OpenLayers.Layer.OSM.Osmarender("Osmarender"); map.addLayer(layerTilesAtHome);
Volendo ottenere una mappa più interattiva è possibile aggiungere anche gli altri due layers standard usati da OpenStreetMap nelle mappe del sito:
Per aggiungere gli altri due layer è necessario modificare il codice precedente in questo modo:
layerTilesAtHome = new OpenLayers.Layer.OSM.Osmarender("Osmarender"); map.addLayer(layerTilesAtHome); layerMapnik = new OpenLayers.Layer.OSM.Mapnik("Mapnik"); map.addLayer(layerMapnik); layerCycleMap = new OpenLayers.Layer.OSM.CycleMap("CycleMap"); map.addLayer(layerCycleMap);
Infine dobbiamo decidere soltanto le dimensioni di visualizzazione della mappa in modo da adattarla al contesto del nostro sito o blog, per fare ciò basta modificare le dimensioni proporzionali della mappa rispetto al <div> in cui è contenuta, in questo caso, essendo su di un file html a parte, ho deciso di lasciare le dimensioni della mappa grandi quanto la pagina html.
<div style="width:100%; height:100%" id="map"></div>
Clicca qui per vedere il risultato finale adattato alla mia città e se sei pigro ti basta fare clic con il destro e scegliere salva con nome per per scaricare il file già modificato, ma ricordati di cambiare almeno le coordinate della mappa!
Si, è pressappoco quello che ho fatto con un concittadino: mappare il più possibile in 7 giorni (con le dovute pause, eh) per contribuire alla mappatura libera del pianeta: OpenStreetMap.
La città in questione è Terlizzi (BA) ed il suo agro. Nell’immagine sotto sono riportare le strade mappate da me; quelle in grigio sono quelle mappate dal mio concittadino, l’utente Sdonk.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Ed ecco i miei edit sulla mappa:
Lo so, sono un bel pò di km. Sapete una cosa? Alle volte, girando sia da solo che in compagnia con la bicicletta e macinando queste strade, mi son convinto che è bellissimo contribuire alla nascita e allo sviluppo di progetti di software libero, ma è ancor più bello quando si scolla il culo dalla sedia (le signore mi perdonino i termini crudi).
Il mondo è la fuori, c***o!! Armatevi di GPS ed uscite, pigroni!
Quest’anno, c’è qualcosa di nuovo sotto il sole estivo. Avete voglia di sole, mare, foreste, ciclismo nella natura? Siete appassionati di campeggio, non vi muovete senza tenda e fornellino? Volete contribuire al più grande (e ben riuscito) progetto di mappatura del mondo conosciuto, OpenStreetMap?
Bene, OpenStreetCamping fa per voi.
Da un’idea mia e del mio compagno (e compaesano) di mapping, Sdonk aka Alessandro, abbiamo avviato per la prima volta nella storia di OpenStreetMap un viaggio-campeggio con l’intenzione di montare tenda in molti posti diversi e, servendoci della bicicletta (infilata con la forza nella mia FIAT Panda che utilizzeremo per gli spostamenti) mapperemo quante più strade possibili.
La nostra tenda è da 6 posti, e i mapper da tutto il mondo sono i benvenuti a trascorrere 10 giorni in nostra compagnia. Saremo nel Parco Nazionale del Gargano dal 4 al 13 agosto.
Per riassumere, incollo qui la lettera che abbiamo inviato nella mailing list italiana di OpenStreetMap:
Questa guida non ha la pretesa di essere esauriente, e per forza di cose alcuni argomenti piuttosto lunghi o che richiedono semplicemente la sana lettura di qualche pagina tecnica verranno saltati a piè pari. Invece, troverete qui il riassunto della mia piccola esperienza di mapper, e tanti consigli su come affrontare il mapping. L’obiettivo è dare delle risposte alle domande che solitamente vengono fatte sul canale IRC, e farvi risparmiare tempo.
1) Perchè OSM? Voglio evitare di ripetere quanto scritto nei precedenti post, quindi faccio un riassunto: - per creare una cartografia libera del pianeta - per ottenere una cartografia corretta e dettagliata del pianeta (senza villaggi fantasma e uova di pasqua) - per liberare i geodati e sensibilizzare il pubblico al tema dei prodotti degli investimenti pubblici che dovrebbero essere proprietà comune (la cartografia finanziata con i soldi pubblici non è di pubblico dominio in quasi tutti gli stati europei) - per fare sport, per rivalutare la bicicletta e il trasporto sostenibile, per valorizzare le piste ciclabili, i percorsi pedonali e la mobilità ecologica ed alternativa Spero di non aver dimenticato niente, si accettano suggerimenti.
2) Cosa serve? Un navigatore satellitare di qualsiasi genere: va bene un Garmin, TomTom, sia da auto che pedonale, così come è possibile utilizzare qualsiasi dispositivo in grado di registrare i dati del GPS che abbia un minimo di mobilità: un portatile, un cellulare con bluetooth, possono essere collegati senza fili all’antenna GPS (prezzo indicativo intorno ai 50€). Personalmente, utilizzo un Nokia 6630 con antenna bluetooth Hamlet (chip GPS SirfStrar III).
3) Come acquistare? Ognuno ha i suoi canali d’acquisto preferiti: Trony, MediaWorld, il negozio sotto casa, eBay. Se siete principianti ed avete un telefonino od un palmare con bluetooth e che permetta di installare almeno un programmino, vi consiglio di cominciare con i mezzi che avete, senza spendere un centinaio di euro in altri navigatori. In fin dei conti, ciò che ci interessa è solo registrare i dati dal GPS, tutto il resto è solo questione di comodità. La scelta delle antenne bluetooth è relativamente ampia, vi consiglio un’antenna con chip SirfStar III.
4) Il software Solitamente, i programmi installati nei navigatori da auto non includono alcun programma per registrare le tracce GPS. In questa guida tratteremo soltanto la configurazione dei Nokia con Symbian v2 e v3. È comunque possibile installare applicazioni adeguate anche sul TomTom, e tutte le informazioni in merito possono essere trovate sul Wiki ufficiale di OSM (qui per la precisione) o chieste direttamente sul canale IRC italiano.
Per il mio Nokia 6630 (e quindi faccio riferimento anche a tutta la Serie60 e quasi tutta la Serie N), utilizzo due programmi: AFTrack e WhereAmI. Il primo è software proprietario (si acquista direttamente dal sito del produttore per circa 10€, ed è reperibile anche attraverso le solite vie “traverse” e non legali). WhereAmI è software libero sotto licenza GNU. In generale, fanno sostanzialmente le stesse cose, ma ritengo che AFTrack sia più versatile e semplice da usare, lo raccomando ai meno esperti, anche se sono uno strenuo difensore del software libero. Entrambi permettono di registrare le tracce GPS ma WhereAmI permette anche di visualizzare agevolmente le mappe scaricate da OSM, e quindi di testarne l’accuratezza (è teoricamente possibile farlo anche con AFTrack, ma è molto più complesso impostarlo, io non ci sono riuscito). Nella mia esperienza quotidiana, è possibile usare AFTrack per registrare le tracce GPS, e WhereAmI come navigatore che utilizza le mappe di OSM, testando quelle da create personalmente.
5) Cominciamo Una volta installato AFTrack (meglio installarlo sulla MMC e non nella memoria del Nokia), all’avvio chiederà di accendere il bluetooth per collegarsi all’antenna GPS, che viene riconsociuta nel giro di qualche secondo. Ho volutamente tralasciato il processo di prima accensione dell’antenna, che varia a seconda della marca e del modello (si presume quindi che l’antenna sia già accesa e funzionante). Ricordate che spesso le antenne impiegano qualche minuto per collegarsi ai satelliti, è bene aspettare che siano già collegate prima di aprire AFTrack. Il programma è strutturato in “schede”, ognuna delle quali contiene informazioni sulle attività in corso del programma; la descrizione completa delle funzionalità è contenuta nel sito ufficiale.
6) Impostare software e hardware prima di partire Entrate in macchina, salite sulla bicicletta, cominciate a camminare, salite sul treno, quel che vi pare. È tuttavia sempre importante posizionare l’antenna GPS nel punto più alto del proprio corpo (o del mezzo in cui ci si sta muovendo), per ricevere bene anche il segnale dei satelliti alle proprie spalle. Se siete in bici o a piedi, l’ideale sarebbe fissare l’antenna sul proprio casco (si, qualcuno lo fa). In auto, il ricevitore sul cruscotto va benissimo. Dato che antenna e Nokia comunicano via bluetooth, potete metterli in tasche diverse,nella giacca, nel portaoggetti dell’auto, nello zaino o comunque non per forza l’uno vicino all’altro. Prima di cominciare, è utile impostare un pò AFTrack. Il programma non fa altro che registrare, in base a schemi configurabili, le coordinate, l’altitudine e l’ora esatta in una sequenza, che formerà un percorso (track) poi esportabile in un file (IGN). Dobbiamo regolare la maniera in cui il programma registrerò i punti: potrebbe registrare un punto ogni X secondi, oppure variare la frequenza di registrazione dei punti in funzione del fatto che siamo a piedi, in bici o in auto. Tutto ciò è regolabile dal menù [MENU]. Per esperirenza personale, uso sempre la modalità più “intensiva”, ovvero 1 punto / secondo. Fatto ciò, posizionate AFTrack sulla scheda che più vi interessa (di solito Posizione o Mappa), premete il tasto sinistro del Nokia, e dal menù “Percorso” selezionate “Inizia percorso”. Da questo momento in poi, il programma comincerà a registrare il vostro percorso, quindi… buon mapping!
Come prima mappatura, vi consiglio di fare avanti e indietro per un paio di centinaia di metri, giusto per ottenere un primo semplice tracciato. Quando avete finito, selezionate il menù con il tasto sinistro “Percorso — Stop percorso”. NON CHIUDETE il programma.
7) Esportazione e conversione delle tracce AFTrack permette di esportare il percorso in formato IGC, tramite il menù “Percorso — Esporta percorso (IGC)”. Il file viene salvato in C: o E: (a seconda di dove avete installato il programma) E:/Nokia/Others/AFTrack/nomefile.igc. Per navigare tra le cartelle del Nokia vi consiglio il programma FExplorer. Potete inviarlo via bluetooth al pc, oppure inserire la MMC in un lettore apposito integrato nel pc/portatile oppure da lettore esterno via USB. Una volta copiato il/i file nel pc, occorre convertire il file IGC in GPX, formato universalmente compatibile, accettato da OpenStreetMap. Per farlo, possiamo usare l’arcifamoso programma GPSBabel. Su Ubuntu si trova già nei repository, dovrebbe essere così anche per altre distribuzioni. In generale, su GNU/Linux GPSBabel funziona solo da riga di comando, mentre per Windows c’è un programma in .exe dotato di una comodissima interfaccia grafica. Se come me non avete tempo e voglia di destreggiarvi con decine di opzioni da terminale, installate Wine su GNU/Linux e fate partire l’exe per Windows: il programma è standalone e non necessita di installazione. Una volta avviato GPSBabel, l’interfaccia forse non è il massimo dell’intuitività, ma meglio del terminale (almeno per me). Dal primo menù a tendina selezionare come formato di input FAI/IGC. Nella prima riga, con il pulsante a destra si possono sfogliare le cartelle e caricare il proprio file IGC. Nella seconda riga, premere sempre il pulsante a destra per selezionare un percorso in cui salvare il file, dandogli un nome che termini con “.gpx”. Premere “Let’s Go” per avviare la conversione, che dovrebbe essere istantanea. Possiamo chiudere GPSBabel. È possibile fare la stessa cosa da terminale, il comando è (ovviamente, posizionarsi nella cartella che contiene i file igc prima di dare il comando):
gpsbabel -i igc -f nomefile.igc -o gpx -F nomefile.gpx
Per tenerlo meglio a mente, la struttura delle opzioni comando dovrebbe essere questa (correggetemi se sbaglio): -i: “input”, viene seguito dall’estensione del file da trasformare (nel nostro caso, igc); -f: “file” identifica il nome del file di input; -o: “output”, viene seguito dall’estensione del file di destinazione (per noi, gpx); -F: “File” identifica il nome del file di output.
Elaborare e disegnare la mappa Adesso siamo al bivio tra due filosofie di pensiero, e la soluzione sta sempre nel mezzo. Long story short: la base del sistema di OSM è un grande database di tracce GPX, che vengono poi messe tutte insieme e sulle quali, tramite un editor, si disegna la mappa. Quindi, possiamo dire che le tracce GPX delle strade da noi percorse fungono da “riferimento visivo” per disegnarci sopra la strada, piazza, chiesa, rotatoria, ecc. Sarà il layer da noi disegnato a costituire la mappa vera e propria, e verrà caricato anch’esso su OSM, ed andrà ad integrare le mappe già disegnate da altri (se nella nostra zona ci sono altri mapper). Quindi, semplificando, possiamo dire che tutto il lavoro su OSM è organizzato su due livelli paralleli:
I file GPX possono essere utilizzati in locale, sul proprio pc, per disegnare la mappa che poi verrà caricata su OSM, oppure possono essere prima caricati su OSM e poi utilizzati. La differenza tra le due situazioni è che nella prima solo noi avremo a disposizione il riferimento dei GPX, mentre nel secondo caso, essendo caricati su OSM, sono a disposizione di tutti, e si potrà dare l’opportunità anche ad altri di usarli come riferimento per disegnare le strade nella zona. Personalmente, vi consiglio sempre di caricare i GPX. Per farlo, è necessario registrarsi sulla mappa di OSM, come se si fosse su Wikipedia. Dal proprio profilo personale, è possibile caricare i file GPX, associando ad ogni file caricato una descrizione ed un tag, che permetterà agli utenti di rintracciarlo facilmente in caso di necessità. Ovviamente, è meglio se il tag è un toponimo, ovvero il nome della località mappata (per esempio, i miei tag contengono il nome di “terlizzi”, “molfetta”, “canosa”, ecc – vedi qui).
Purtroppo, le risorse di banda attualmente a disposizione del progetto sono inferiori a quelle che servirebbero, motivo per cui ci vuole più di qualche ora perchè una traccia venga caricata (vi consiglio di metterle a caricare la sera, e la mattina dovreste ricevere l’email di conferma dell’avvenuto upload).
Adesso, è tempo di imparare qualcosa sugli editor. Ovviamente, non mi sogno neanche lontanamente di insegnarvi ad usare i due editor esistenti per OSM (sono niubbo persino io, e per quello ci sono ottime guide in italiano sul wiki di OSM), ma piuttosto di rispondere ad alcuni interrogativi comuni che tutti prima o poi ci poniamo. I due editor disponibili si chiamano Potlatch e JOSM. Potlatch è un editor online, accessibile solo via browser (bisogna quindi essere per forza conessi ad internet), ha il vantaggio di essere estremamente semplice e molto diretto; è l’ideale per i principianti ma anche per gli esperti che abbiano voglia di fare modifiche veloci e senza troppe pretese. Al contrario, JOSM è un programma in Java, da scaricare sul pc, eseguibile anche offline, contenente molte opzioni per gli esperti, ed espanso tramite vari plugin che aggiungono molte funzionalità. La differenza secondo me più importante tra i due è legata (oltre a quelle citate prima) all’impostazione del lavoro. Infatti, se vogliamo lavorare su Potlatch, è INDISPENSABILE aver caricato i nostri GPX su OSM, e ciò può richiedere anche un giorno intero, a seconda del carico dei server. Ciò significa che se ho una voglia pazza di fare OSM, esco in bici la mattina alle 8, torno a casa alle 10, se uso Potlatch devo per forza prima caricare i GPX ed aspettare almeno 5 ore finchè il server le carichi; ciò rende impossibile per me lavorare sulla mappa quella mattina stessa, ma mi lega ai tempi d’attesa dei server di OSM. Al contrario, con JOSM abbiamo un comodo bottone “Apri” per caricare nel programma i GPX e disegnare la mappa, che poi può sia essere caricata direttamente sui server, sia salvata in un file con estensione “.osm” sul proprio pc, per essere caricata in un secondo momento, magari perchè mentre la stiamo disegnando non siamo in linea.
9) Un insano aiuto per l’editing Quando vi troverete a dover disegnare le strade su un file GPX, spesso la tentazione sarà quella di aprire Google Maps e guardare come sono posizionate le vie, perchè magari non vi ricordate esattamente lungo quali vie siete passati. Ricordate che il vero mapping prevede che, oltre a registrare i GPX, dobbiate anche segnarvi su un taccuino il nome delle vie che attraversate, perchè la posizione delle vie e i nomi forniti da Google Maps sono totalmente inaffidabili. Fatte queste precisazioni, potrebbe esservi utile questo link: http://www.gpsvisualizer.com/map è un sito che permette di caricare i propri GPX e “sovrapporli” ad una cartina di Google Maps, in modo da avere almeno idea delle strade percorse, se non le ricordiamo. Per caricare i file c’è la casella “Upload your GPS data file here”, che accetta molti file diversi (anche GPX e IGC) e può sovrapporne fino a 3 contemporaneamente. Appena selezionati i file, premere il pulsante “Draw the map” in fondo a destra. RIPETO: non fidarsi troppo di GMaps e soprattutto, nella maniera più assoluta, non copiare i nomi delle strade da lì! Utilizzate questo servizio solo se siete disperati e cercate sempre di preferire il taccuino a Google Maps, che potrebbe inficiare ciò che vogliamo realizzare: una mappa libera, pulita, sicura.
10) Visualizzare i risultati Adesso, tutti quanti vorremmo vedere la nostra mappa trasformarsi in un bel file SVG o PDF. Per gli utenti meno smaliziati, purtroppo, c’è da aspettare. Una volta che i dati sono stati caricati sui server di OSM, la mappa principale, quella disponibile all’indirizzo www.openstreetmap.org, viene aggiornata ogni martedì. Ciò significa che se abbiamo fatto delle modifiche il mercoledì mattina, dovremo aspettare la sera del martedì successivo per vedere (soddisfatti) cosa abbiamo combinato. Per fortuna, esistono dei metodi per scavalcare l’attesa ed ottenere una visualizzazione più rapida: www.informationfreeway.org offre la visualizzazione dei dati di OSM entro un intervallo di un paio d’ore (comunque variabile a seconda della quantità di strade presenti nell’area in cui si sta operando). Per utilizzare informationfreeway, è necessario fare una “richiesta” di aggiornamento dell’area interessata. Per farlo, zoomare la mappa nell’area su cui abbiamo lavorato, fino a quando non compaiono dei quadrati tratteggiati in rosso. Posizionarsi sul quadrato che racchiude l’area che ci interessa, e premere il tasto “r”. Nel giro di qualche ora potremo ritornare in quel punto della mappa e vedere le modifiche che abbiamo apportato.
Ora, è forse il caso di spendere due parole sulle differenti modalità di “rendering”, ovvero di generazione della mappa. La mappa di informationfreeway.org è generata da Osmarender, un insieme di regole che permettono di creare la mappa con un certo stile, che però non è quello “ufficiale” di openstreetmap.org, che invece è generato da Mapnik, un altro insieme di regole. La differenza tra i due stili, per un occhio non esperto, è legata a pochi dettagli grafici della mappa.
Questa spiegazione è essenziale per capire che, dato che tutti i programmi utilizzati in OSM sono software libero, è possibile scaricare sul proprio pc sia Osmarender sia Mapnik, e creare direttamente sul proprio pc la propria mappa, senza aspettare openstreetmap.org o informationfreeway.org.
Da questo punto di vista, la differenza tra Osmarender e Mapnik è che il primo è molto più semplice da eseguire sul pc, mentre l’altro necessita di molte configurazioni. Per quella che è la mia esperienza, ho notato che su distribuzioni GNU/Linux è molto semplice utilizzare Osmarender.
11) Osmarender sul PC Con pochi semplici passi, è possibile ottenere, partendo dai dati di OSM, una mappa in SVG perfettamente disegnata, grazie ad Osmarender. Ecco come procedere:
xmlstarlet tr ~/osmarender/osmarender.xsl ~/osmarender/osm-map-features-z17.xml > ~/osmarender/map.svg
Quando avrà terminato, nella cartella apparirà un file “map.svg”, che potrete aprire con Inkscape. Bello, vero? Potrebbe essere necessario zoomare molto prima di poter vedere il paese sul quale state lavorando, dipende dalle dimensioni dell’area che avete scaricato su JOSM. In questo modo, qualsiasi modifica vogliate fare ad un file .osm su JOSM, potrete vederlo in diretta generando il file svg sul pc, senza aspettare nè ore nè giorni. Se volete evitare l’eventuale problema dello zoom che avete appena incontrato, leggete il seguito.
12) Renderizzare aree specifiche con xmlstarlet Da questo punto in poi, le impostazioni che andremo ad illustrare sono essenzialmente per esperti, o per chi non si accontenta di renderizzare tutto il file .osm. Mi spiego meglio: personalmente, mi sono imbattuto nella necessità di lavorare su un’area molto ampia: solitamente su JOSM scarico dati di due province intere (Bari e Barletta-Andria-Trani). Ciò significa che spesso il file svg generato è veramente enorme e, oltre ad essere lento nell’apertura, necessita di ampie zoomate per poter vedere un singolo paese che magari ci interessa. È possibile impostare il file delle regole con cui viene creato l’svg (osm-map-features-z17.xml) in maniera tale che, anche partendo da un’ampia area di dati nel file data.osm, renderizzi in svg solo una certa area da noi selezionata. Per farlo, occorre procurarsi 4 valori: la coppia di minimo di Latitudine e Longitudine e la coppia di massimo di Latitudine e Longitudine. Per chi non fosse pratico di cartografia ho creato uno script in Python che facilita molto l’operazione. Lo script (scaribile dalla mia pagina personale nel wiki di OSM) è eseguibile con il comando da terminale “python osmastart.py” (si dà per scontato che abbiate installati i pacchetti base di Python sul vostro pc). La mia piccola creazione permette di scrivere (all’interno dello script) le coordinate di al massimo 3 aree da renderizzare, che poi vengono visualizzate nel menù all’avvio dello script. Ho in lavorazione una versione dello script molto più completa ed accattivante, ma per il momento non ancora completa.
13) Interagire con la comunità: le statistiche Nei progetti aperti e collettivi, è veramente molto importante interagire con la comunità, soprattutto in un argomento così delicato come le mappature. Gli esperti ragazzi del canale IRC italiano e di quello internazionale (in inglese) sapranno fare fronte alle domande più assurde che potranno venirvi in mente. Ultimamente, OSM si è dotata di un “contenitore di statistiche” che permette di osservare chi sta lavorando nella zona vicina alla vostra, o proprio accando a casa vostra, che magari non conoscete neanche (a me è capitato! ciao Vincivis!). Il progetto delle statistiche si chiama OSMLab e mette a disposizione una serie di mappe (sia osservabili online sia su Google Earth) in cui sono segnate le posizioni di tutti i partecipanti ad OSM nel momento in cui hanno fatto una modifica alla mappa, e sono aggiornate quotidianamente.
Spero vivamente di non aver dimenticato niente. Sicuramente avrò commesso delle imprecisioni, chiedo scusa per questo in anticipo ai niubbi come me e agli esperti, ma l’intento della guida era la chiarezza.
Ovviamente, per qualsiasi domanda, commentate pure, cercherò di rispondere come posso…
Buon mapping!
Da un anno a questa parte sono un fonero, credo sia percepibile guardando il banner sulla colonna a destra di questo blog.
Riassumo l’iniziativa dicendo che la FON, azienda spagnola, vende ad un prezzo stracciato la Fonera, un access point wireless dalle dimensioni veramente ridotte (entra nel palmo di una mano) che, una volta collegato a qualsiasi modem/router/switcher ethernet, mette in wi-fi la rete, creando due reti wireless: una privata per l’uso domestico, l’altra pubblica accessibile gratuitamente da tutti gli altri possessori di una Fonera (Foneros). La sicurezza è garantita sulla propria rete privata dalla cifratura sia WEP che WPA.Tutti gli utenti non-foneriani possono navigare collegandosi a qualsiasi fonera nel mondo, per la modica cifra di 3€ al giorno. La metà di questa cifra viene versata sul conto del proprietario della fonera (che quindi guadagna), l’altra metà và alla FON.
Cosa ci si guadagna: il proprietario della Fonera può navigare gratuitamente utilizzando tutte le fonere sparse per il pianeta; chi non ha una fonera può avere internet praticamente dovunque nel mondo, a prezzi contenuti (oppure può comprarsi una Fonera e diventare un foneriano). Tutti gli spostamenti di denaro avvengono tramite PayPal.
Un sistema semplice, dai costi veramente ridotti, che ha puntato (e c’è riuscita) alla diffusione globale, con una prospettiva di spreading impressionante: nel solo 2007 sono nati 200.000 nuovi foneriani, che in questo momento sono circa 660.000. Non ci sono dubbi che il 2008 sarà l’anno in cui i foneros diventeranno 1.000.000.
Il senso di questo post? Grazie all’impegno di una associazione della mia città che opera nel campo della cultura libera, stiamo diffondendo l’iniziativa e cercando una diffusione a livello locale: negli ultimi 2 mesi sono nati 5 nuovi hotspot a Terlizzi e 1 nuovo hotspot a Molfetta (BA). Quindi, foneros nella zona, che aspettate? La navigazione libera e gratuita è dietro l’angolo!
Per chi ancora non si fosse avvicinato al mondo FON, il messaggio è chiaro: la conoscenza libera, oggi, viaggia su internet: l’informazione pura, pulita, disinteressata, è tutta nella Rete, che è mezzo preferenziale per la diffusione di contenuti culturali ed educativi, grazie alla sua caratteristica intrinseca di essere dappertutto, nel mondo.FON sta aiutando tante persone ad uscire dal digital divide, che in Italia è ancora – purtroppo – all’ordine del giorno. Aiutiamo FON, ed aiuteremo noi stessi a vivere in un mondo più libero.
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