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Not everybody is as bad as they are dressed (translation by Ton) – Roland in NL (022), inserito originariamente da roland.
Negli ultimi anni, stiamo piano piano assistendo all’esplosione di nuovi pc sempre più piccoli. L’annunciata rivoluzione degli UMPC (tra cui l’arcinoto Asus EEE) sta spostando il mercato verso l’abbassamento dei costi di produzione di questi oggetti e sta abituando i consumatori ad avere praticamente dei PC nel palmo di una mano. I telefonini, nel frattempo, si stanno avvicinando sempre più ai palmari, alcuni mantengono la forma e la struttura dei telefonini ed integrano “cose da palmari” come touchscreen e GPS.
In sintesi, tutto lascia pensare che in futuro i PC portatili saranno sostituiti dagli UMPC e i telefonini dai palmari. La rivoluzione mobile sta procedendo a passi da gigante, ed il mondo del Software Libero ovviamente non resta a guardare. Per gli UMPC il problema non è grosso, di solito quasi tutte le distribuzioni GNU/Linux possono girarci, altre vengono adattate per farlo (penso a Debian per EEE, EeeXubuntu e Ubuntu Mobile). Il mondo del Software Libero su palmari, invece, sta tentando di procedere con passo altrettanto spedito, ma questa volta sembra avere dalla sua parte i grandi della telefonia e di internet: Nokia e Google.
Google non ha bisogno di presentazioni. Android forse si. Il software dal simpatico nome si propone d’essere un sistema operativo per palmari basato su GNU/Linux; mentre il kernel è rilasciato sotto licenza GNU, tutto il software che Android farà girare su di esso sarà sotto licenza Apache.
Nokia aveva aperto le porte del Software Libero al mondo mobile, con Maemo, il sistema operativo per il suo tablet PC, l’N800, basato su Debian e famoso per la miriade di applicazioni che per esso sono nate (le Maemo Apps).
Insomma, nel giro di pochi anni siamo passati da una situazione in cui Microsoft imperava sia su PC che su palmari, ad una situazione in cui (almeno in apparenza) il software libero sembra essere veramente dovunque. Come Stallman ha scritto, il Software Libero permette di difendere la libertà dell’utente, perchè offre la possibilità di SCEGLIERE. Sul PC, possiamo dire oggi di essere in grado di avere un valido sostituto a Windows o Mac, e questo nessuno lo mette in dubbio. Ma sui palmari? Abbiamo una scelta? Volendo migrare via dalla ciofeca di Windows Mobile, abbiamo una scelta? Al momento, le scelte più importanti ricadono sui progetti citati sopra, e su un altro progetto: OpenMoko, un sistema operativo per palmari, libero nel vero senso della parola (rilasciato sotto licenza GNU, basato su OpenEmbedded e GNU/Linux), e che verrà preinstallato nei palmari Neo FreeRunner che l’aziena taiwanese di elettronica “FIC” metterà in commercio dal 1° luglio 2008.
Riassumiamo: al momento, il mercato è diviso come sempre tra due correnti, quella “commerciale” delle grandi multinazionali del mercato mobile e una (per il momento) piccola azienda taiwanese che sta producendo palmari e software completamente liberi. A quanto sembra, anche nella fascia mobile si sta uscendo dal tunnel del software proprietario e si sta offrendo una SCELTA ai consumatori.
Attenti a fare la scelta giusta. Per esempio, in un interessante articolo su businessweek.com si legge come il Dr. Ari Jaaksi, vicepresidente della Nokia, abbia dichiarato che bisogna
“educare gli sviluppatori open-source. Ci sono alcune regole del business che gli sviluppatori hanno bisogno di conoscere, come i DRM [Digital Management Rights], gli IPR [Intellectual Property Rights], il blocco delle SIM [...]. So che questi concetti sono contro la filosofia open-source, ma sono componenti necessari dell’attuale industria mobile”. Sono una vergogna, ecco cosa. I produttori vogliono educarci. Vogliono insegnare a noi persone libere le bellezze della proprietà intellettuale, della chiusura del codice, dei DRM!!! Dovremmo aspettarci il chip freeze anche sui tablet Nokia? No, grazie. E a Google, ci avete pensato? Perchè mai avranno scelto la licenza Apache per il loro prodotto e non la licenza GNU? Perchè la licenza Apache, pur essendo una licenza per software libero, non è copyleft, e permette di poter chiudere il codice rendendolo proprietario. Bella conquista. Per fortuna, almeno la Fondazione GNU ci viene incontro dicendo che la licenza Apache2 è compatibile con la licenza GNU v3.
Questo fiume di parole, per giungere ad una conclusione: la Nokia predica e razzola male, Google zoppica, e tutti vogliono farci pagare il benedetto software, chiudendolo. Sto semplificando, lo so. Eppure, non tutti puzzano così. OpenMoko e FIC stanno producendo qualcosa di straordinario: un palmare completamente aperto, dal software all’hardware, con tanto di debug board per gli sviluppatori, con tanto di file CAD per crearsi le proprie mascherine personalizzate, con tanto di interfaccia sotto Creative Commons e software tutto sotto licenza GNU. Supporta le GTK+, le Qt e le librerie di Enlightment.
Personalmente, mi mette l’acquolina in bocca. Voi che ne pensate?
Il titolo del post dice tutto, e c’è ben poco da spiegare. Grazie agli sforzi di V, ancora una volta abbiamo una nuova wiki. Peccato soltanto che si tratti di un gioco emulato con Wine e non di uno nativo (magari free software, eh? ). Questo il link alla wiki.
L’inserimento di GTA, Pro Evolution Soccer e di Warcraft III solleva un importante problema, quello dei crack no-cd. Per quanto la documentazione in merito sia piuttosto ampia, non si riesce a raggiungere una soluzione. Mi spiego meglio: i crack no-cd (quante volte li avrete usati su Windows?) sono i crack che permettono di eseguire il gioco, dopo l’installazione, senza inserire i CD. Forse su Windows non se ne sente la necessità, ma su Wine questo risulta di estrema importanza perchè spesso è l’unica maniera che permette al gioco di partire (almeno, fino ad ora).
I crack no-cd sono legali? Secondo Wikipedia, lo sono in alcuni paesi. Secondo testimonianze dirette di agenti della Finanza, sono legali solo se si usano con un gioco installato da cd originale. I crack no-cd rientrano nella definizione di crack? Non saprei… il crack è un sistema che tenta di eludere (e di solito noi speriamo ci riesca ) alcuni sistemi di protezione dalla copia inclusi nel software proprietario. In questo caso, se installo il gioco da cd originale, possiamo dire trattarsi di azione illegale? Mi piace ricordare che sia il Database di Wine sia Ubuntuforums fanno largamente uso di crack no-cd.
Non gioco quasi per niente al pc (sconvolgente rivelazione per l’Editore di Sezione del Portale Giochi del Wiki di Ubuntu-it), ma credo che, in casa mia, se compro il CD originale, posso farci quello che voglio. Ci sarebbe inoltre da sottolineare che il crack no-cd non modifica alcunchè, và solo a sostituire l’eseguibile del gioco. per quanto mi riguarda, vale anche l’osservazione:
“Il crack no-cd, se usato con un gioco installato da cd originale, dovrebbe essere legale perchè, nel caso di Wine, lo scopo del suo utilizzo è permettere al gioco che io ho legalmente acquistato di girare sulla mia macchina, che non deve avere necessariamente il sistema operativo di Microsoft.”
Rimane quindi da capire se sul Portale Giochi di Ubuntu-it si debba parlare o meno di questi crack, ed in che termini. Per avere un parere ufficiale, ho mandato una mail alla Polizia Postale, sfruttando il loro servizio di consulenza online al cittadino. Ci credereste? Dopo 15 giorni non ho ancora ricevuto una risposta (non che me ne aspettassi una, eh….).
La situazione quindi rimane in bilico, ma per non sbagliarci abbiamo omesso dal Wiki qualsiasi riferimento a queste pratiche che, se per un certo verso potrebbero sembrare legittime, per altri potrebbero anche non essere legali (la questione filosofica la lasciamo da parte).
Vi ho dato in pasto un bel pò di materiale su cui riflettere. Se avete idee, suggerimenti o commenti, se sapete come risolvere la questione o se avete un cuggggino/zio/parente acquisito che lavora nel settore, il blog è aperto ai vostri commenti: siamo una Comunità, ragazzi……..
PS: con soddisfazione, possiamo dire che il Portale italiano dei Giochi di Ubuntu è il primo (che io sappia) ad affrontare questa questione, perchè il portale internazionale www.ubuntugames.org è decisamente indietro per quanto riguarda i contenuti… almeno per il momento.
Satllman – ninja
Inserito originariamente da Leron Vandilcolindion
Anche oggi un lungo viaggio in treno, quindi ecco cosa vi propongo: Ieri 21 Ottobre, mentre si trovava a New Haven, nell’Università di Yale, Richard Stallman è stato circondato da quatto studenti vestiti da ninja, che hanno tentato di minacciare i suoi sani principi. Scherzi a parte, sto facendo riferimento alla notizia apparsa su alcuni [blog] e in [Wikinotizie]. Gli spiritosi studenti vestiti da ninja, hanno cercato di mettere in scena la vignetta n°225 del fumetto online [xkcd http://www.xkcd.com], in cui quattro “ninja” della Microsoft si introducono nottetempo nella stanza di Stallman, minacciandolo. Ovviamente Stallman non si lascia cogliere impreparato e (lo si scopre dalla vignetta) esce una katana dal cuscino. I ninja, terrorizzati, scappano pensando di aggredire qualcun altro (magari armato un pò meno). Chi? Leggete la vignetta e lo scoprirete
Ok, forse non tutti masticano l’inglese:
Ninja: Richard Stallman! Le tue licenze open-source virali sono diventate troppo potenti! La GPL deve essere fermata. Alla radice ["at the source" in inglese rende meglio l'idea]. Tu! Stallman: Hah! Lacchè Microsoft! E così [la Microsoft] è arrivata anche a questo! [Sarà] Una notte di sangue a lungo attesa! Ma che questa sia la mia morte o la vostra, il Software Libero andrà avanti! Per una [nuova - "GNU dawn"] alba GNU! Per la libertà! …… Hey, dove state andando? Ninja: Hey amico, avevi ragione, non invecchia mai! Facciamo Eric S. Raymond come prossimo… o Linus Torvalds, ho sentito che dorme con i “nunchucks”.
NOTE: 1 – Ovviamente la voce “fermare alla radice” in italiano non rende bene il doppio senso come “stop at the source” in inglese. 2 – “Nuova alba GNU” in italiano suona male; in inglese GNU e “new” suonano allo stesso modo 3 – I “nunchucks” sono quelle armi orientali costituite da due bastoni di legno collegati nel centro da una corta catena, che si fanno ruotare per colpire il nemico (questa me l’ha spiegata mio fratello, quindi prendetevela con lui se li ho descritti male ).
Forse molti di voi avranno già letto la notizia, ma la riassumo in breve: dopo le accuse lanciate dal CEO di Microsoft al “mondo open source” (che io definirei più coscenziosamente del “Free Software” — la lettura dei saggi di Stallman è illuminante ), Shuttleworth tenta di impedire che le accuse rimangano sul vago, e che la Microsoft tenti in qualche modo di dimostrare o quantomeno di far entrare nella testa delle persone che il mondo del Software Libero —>debba<— qualcosa a Microsoft.
Questo, ovviamente, dopo gli accordi Microsoft-Novell, contro cui la GPL3 è stata molto molto chiara.
In definitiva, la proposta di Shuttleworth è: sediamoci ad un tavolo e discutiamo di quale sarebbe il debito del mondo del Free Software verso la Microsoft. Ovviamente, Ballmer e la sua azienda non sono disponibili al dialogo. La mia (spassionata?) opinione è che Microsoft stia tentando di trarre quanto più vantaggio possibile dai suoi recenti accordi con Novell e che, dopo le violente proteste del mondo del Software Libero, Microsoft si sia dedicata al “terrorismo” mediatico, tentando di barricarsi sulle sue discutibili posizioni. Vedremo…
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