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Attenzione, in questo post di parla di:
- Wikipedia
- la libertà: quella di stampa e quelle al plurale del “Popolo delle Libertà”
- coscienza civile
- piccole vicende autobiografiche
Se avete problemi a digerire una qualsiasi di queste tematiche, chiudete pure questa tab di Firefox.
Come quei pochi sfortunati che ogni tanto leggono questo blog ben sapranno, non è mio costume parlare di politica. Oggi farò un’eccezione, ma solo perchè la politica sta allungando le mani sulla nostra Libertà in rete. Oggi farò un esperimento, e scriverò con la stessa spontaneità che si trova nel Planet Internazionale di Ubuntu. Potete considerarlo l’unico post politico del 2009.
1 – Politica
La politica non mi interessa molto, non credo nella destra, nella sinistra, men che meno nel centro. Credo nella Costituzione Italiana e nel codice di condotta di Ubuntu. Eppure, la politica serve; serve a gestire ed amministrare le comunità, ed è una cosa molto importante.
Non mi interessano la vita privata e gli scandali sentimentali dei vari Presidenti del Consiglio, non mi interessano i festini, le orge. Ma attenzione, la questione si fa più interessante quando una donnina (o più donnine) che ignorano i principi base della politica, del confronto ideologico e prive di coscienza civile, diventano amministratori del Paese e degli interessi dei cittadini per il semplice fatto di aver partecipato ad un’orgia. In tal caso si sconfina dal “gossip” e si entra nella cronaca giudiziaria di pubblico interesse.
2 – Note autobiografiche
Sarò chiaro, abito in Puglia ma ragiono da buon genovese: i soldi non crescono sugli alberi, si guadagnano con il sudore della fronte, con i sacrifici e con lo studio. Nel mio caso questo significa GIS open source, GNU/Linux, Ubuntu. Significa anche che ogni giorno mi faccio il c*** per fare fronte allo studio universitario e mandare avanti la mia attività basata su Software Libero, che mi permette di restare a galla. Su questa attività pago delle tasse, come tutti gli onesti cittadini, ed i miei soldi di contribuente finiscono nelle casse dello Stato. Non posso accettare che i miei soldi vengano gestiti (a livello nazionale o europeo) da persone del genere. Le donnine devono rimanere nelle camere da letto, non devono sedere sulle poltrone da cui si amministrano i soldi pubblici. Una posizione simile a quella della figlia di un prefetto amico di Gianni Letta, del quale dirò qualcosa più giù. Si si, proprio quella senza neanche una laurea. Più o meno come me. Solo che lei è membro della Commissione per i Bilanci del Parlamento Europeo.
3 – Il bavaglio a Wikipedia
Nel – pochissimo – tempo libero che mi rimane, contribuisco ai progetti della Wikimedia Foundation. Vi assicuro, è triste svegliarsi una mattina e scoprire che un parlamentare italiano ha citato per diffamazione Wikimedia Italia, chiedendo 20 milioni di euro di danni. “Ripetere giova”: VENTI_MILIONI_DI_EURO. In confronto, i 2 milioni chiesti da Berlusconi all’Unità sembrano gli spiccioli che inserisco nelle macchinette del caffè all’Università. Sapete quantè il budget annuale di Wikimedia Italia? 2000 euro annui, raccolti con il famigerato “sudore della fronte” dei volontari che investono mezzi e tempo nella costruzione e nell’animazione dell’Enciclopedia Libera in Italia. Mi fermo e penso: “Ecco uno di quei giorni cominciato male”. Vengo anche colto da un conato di vomito, quando scopro chi è l’autore della bravata: il deputato Antonio Angelucci (Popolo delle Libertà). Credetemi, sono mortificato, ma non riesco ad essere politicamente corretto in questo post.
Angelucci non sa che:
- Wikimedia Italia non è responsabile dei contenuti dei progetti;
- il responsabile legale è Wikimedia Foundation, con sede a San Francisco;
- è sufficiente mandare una mail ad un admin italiano (e ce ne sono molti) per chiedere la rimozione dei contenuti nel giro di un paio d’ore.
La situazione, dal mio punto di vista, è chiara: Angelucci (il cui grado d’istruzione, come si legge nella pagina del sito della Camera, è la terza media) ha una connessione mobile molto più cara della You&Me con il suo avvocato, per cui è stato molto più economico e veloce chiamare l’avvocato per inviare una missiva a Frieda Brioschi, presidente di Wikimedia Italia. Nel frattempo, il mondo – come sempre – ci ride in faccia. In Germania il capitolo locale di Wikimedia Deutscheland viene finanziato con sovvenzionamenti dal governo, in Italia si chiedono i danni.
4 – La libertà di stampa
Il mondo del giornalismo online si è infiammato, e gli avvocati di Angelucci hanno rifiutato di rispondere alle domande poste dal giornalista dell’Espresso Alessandro Gilioli. La domanda successiva è: perchè mai Angelucci trova diffamante il contenuto della propria voce su Wikipedia? Perchè, secondo me, Angelucci ha tentato di imbavagliare la nostra libertà di scrivere sulla rete. E ce lo fa notare chiaramente il giornalista Federico Mello nel suo articolo sul quotidiano “Il Fatto Quotidiano” del 24 settembre: Angelucci è un imprenditore della sanità coinvolto in numerose inchieste (nonchè – guardacaso – editore – bipartitico? – sia di Libero che del Riformista). Wikipedia riportava che suo figlio Giampaolo era agli arresti domiciliari, nonostante il periodo di detenzione fosse terminato. In effetti, la voce non era aggiornata. Bel sollievo, non c’è che dire.
Wikipedia è scomoda, l’informazione online è scomoda. Molto meglio quella cartacea, controllabile e programmabile. Con le dovute eccezioni, per fortuna: così, sempre dalle colonne del Fatto Quotidiano, si viene a scoprire che Wikipedia è l’unica fonte a parlare chiaramente dell’inchiesta a carico del sottosegretario Gianni Letta sulle manipolazioni sull’Agenzia delle Entrate che avrebbe dovuto fare uno sconto fiscale alla holding “La Cascina”, di Chiorazzo, che deve ancora versare al fisco 74 milioni di euro di tasse. Bene. E con questo ritorniamo allegramente al denaro pubblico.
La morale della storia è che chi suda, lavora e studia onestamente deve versare le tasse; chi finisce a letto con il politico siede sulla poltrona europea ad amministrare il denaro appena versato; chi fa cultura e informazione liberamente deve essere denunciato; chi versa cemento e ruba appalti riceve sconti dal fisco.
Dovete perdonare lo sfogo, ma così non si può andare avanti.