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Wikimedia Foundation: partito l’autofinanziamento 2009
nov 28th, 2008 by Fradeve

La missione della Wikimedia Foundation:


Empower and engage people around the world to collect and develop

educational content under a free license or in the public domain,
and to disseminate it effectively and globally.

Vorrei ricordare a tutti i lettori che in queste ultime settimane è ripartita la campagna di autofinanziamento per i progetti della Wikimedia Foundation per l’anno 2009.
Invito tutti a donare qualcosa (possibilmente non meno di 1€, altrimenti la donazione potrebbe essere assorbita interamente da PayPal per le tasse), per mantenere in vita l’unica enciclopedia libera online che abbiamo a disposizione.

La situazione attuale della Wikimedia Foundation
Come ogni anno, la Wikimedia Foundation ha rilasciato il documento consuntivo in cui viene riassunto pubblicamente il bilancio delle attività; in formato PDF, è scaricabile da qui.
Per l’anno fiscale 2007/2008, l’associazione ha speso 3.540.724$ per il suo sostentamento, ed ha incassato tra sponsor, vendite di gadget e donazioni qualcosa come 7.060.610$, ai quali io però sottrarrei i 3.000.0000 di dollari che la Sloan Foundation ha donato alla Wikimedia per il suo sostentamento. Quindi, potremmo riassumere che per l’anno fiscale trascorso, la Wikimedia Foundation è riuscita a raccogliere poco più di quanto in realtà non abbia speso, riuscendo a non andare in rosso praticamente per un soffio.

Con i soldi incassati la Board of Trustees dell’associazione ha deliberato la creazione di un nucleo di specialisti, all’interno dei burocrati della Foundation, che si occuperà per il corrente anno fiscale di incrementare il budget disponibile. Gli effetti sono stati immediatamente tangibii visto che per l’anno 2008/2009 a fronte di un budget di poco meno di 6.000.000$, si sono pianificati degli incassi per 7.335.000$.

Insomma, alla Wikimedia Foundation si sta facendo il possibile per far quadrare i conti, ma ogni anno l’impresa diventa sempre più difficile. Vorrei far notare che in fondo in questi ultimi due anni ciò che ha realmente salvato la Fondazione è stata la stratosferica donazione di 3.000.000$ effettuata dalla Sloan Foundation, senza la quale oggi l’Enciclopedia sarebbe sul lastrico. Ciò ha però offerto una boccata d’aria alla Wikimedia, che sta reagendo bene alla sfiorata crisi e ha messo a punto un piano strategico per evitare che ciò si ripeta, costituendo il nuovo nucleo “marketing”.

Overwiev
Nonostante molti di noi utilizzino la sola enciclopedia, la Wikimedia Foundation finanzia molti progetti. Basti pensare che Wikipedia esiste in quasi 200 lingue, di cui molti dialetti. Ragioniamo sul fatto che in molte realtà del terzo mondo i bambini, non potendo permettersi dei libri, studiano da PC collegati alla Wikipedia inglese, dalla quale imparano oltre che i contenuti, anche la lingua che permetterà loro di inserirsi nel mondo (la cultura porta sempre ricchezza).

Pensate che Wikimedia Commons vi mette a disposizione qualcosa come più di 3.500.000 file multimediali (audio, video, immagini) rilasciati con licenza libera, che potete riutilizzare con le libertà offerte dalle licenze Creative Commons e GNU.

Provate a pensare a Wikispecies, il primo catalogo linneano di tutte le specie viventi presenti sul pianeta, liberamente accessibile a chiunque in qualunque punto del mondo, senza doversi recare in alcuna università, biblioteca e in maniera completamente gratuita.

Pensate a Wikibooks e Wikisource, archivi enormi da cui attingere qualsiasi libro pubblicato negli ultimi 3000 anni, un mare di documenti digitali assolutamente originali che chiunque può scaricare e copiare, diffondendo la cultura.

Pensate a tutto questo, e pensate a che servizio offre la Wikimedia Foundation al mondo. Se non volete pensare così in grande, almeno considerate il favore che la Wikimedia Foundation rende a noi, internauti. Tutto questo vale qualche nostro euro? Secondo me, la risposta è SI.

The Book Meme
nov 12th, 2008 by Fradeve

«Lo scavo sperimentale, dove si sviluppano le metodologie scientifiche, serve da pietra di paragone per misurare l’informazione che si perde negli scavi condotti frettolosamente e offre un modello da avere in mente nel momento in cui si è costretti a riassumere le procedure per ragioni di tutela.»

Andrea Carandini – “Storie dalla terra”

Seguendo le orme del planet internazionale di Ubuntu e di quello italiano, pubblico una frase dal libro più vicino a me in questo momento; è il libro di archeologia stratigrafica che da qualche mese campeggia sulla mia scrivania, decisamente interessante. Per partecipare alla semina della cultura libraria:

  • Prendete il libro a voi più vicino
  • Apritelo a pagina 56
  • Trovate la quinta frase
  • Scrivetela nel vostro blog assieme a queste istruzioni
  • Prendete il libro più vicino! Non quello più bello o quello intellettuale!

Network Manager + Ubuntu 8.10 + Asus 901
nov 12th, 2008 by Fradeve

Uno dei problemi più interessanti in cui mi sono imbattuto dopo l’installazione di Ubuntu 8.10 “Intrepid Ibex” su Asus 901 è stato sicuramente quello relativo a Network Manager.
In realtà, ho sempre usato Wicd, perchè è più veloce nel connettere, più intuitivo da gestire, perchè è sviluppato in Python ed è più leggero di Network Manager, senza parlare del fatto che si installa tranquillamente con un unico pacchetto valido per tutte le architetture, mentre NM è strutturato in 2 pacchetti più un paio di dipendenze.

Unico problema: Wicd non è in grado di gestire la connessione alla rete wireless degli studenti all’Università di Bari, motivo per cui sono stato costretto a tornare a Network Manager, che nelle ultime due versioni di Ubuntu devo ammettere è decisamente migliorato.

Ma, sopresa: all’avvio di Ubuntu 8.10 sul mio Asus 901, l’applet di Network Manager non si avvia in automatico, anzi a dir la verità non si avvia proprio, restituendomi un simpatico errore da terminale a proposito di una connessione mancante.

Girando un pò per la rete, scopro che il bug è già stato segnalato e che è  in attesa d’essere risolto. Nel frattempo, sono state elaborate due soluzioni artigianali, che dovrebbero funzionare distintamente l’una dall’altra, ma che in realtà ho applicato contemporaneamente. Se avete lo stesso mio problema, provateci.

La prima cosa da fare, è installare sul proprio sistema i pacchetti aggiornati da SVN di NetworkManager, disponibili nel seguente repository su Launchpad, aggiungetelo al vostro source.list:

deb http://ppa.launchpad.net/network-manager/ubuntu intrepid main

Dopo aver dato un bel
sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade

avrete aggiornato i pacchetti.
Adesso, dobbiamo commentare le seguenti righe (ammesso che le abbiate) nel file /etc/network/interfaces:

sudo nano /etc/network/interfaces

#auto eth0
#iface eth0 inet manual

Salvate e chiudete il file. Ora, dopo un bel riavvio del sistema, provate a dare

sudo killall NetworkManager
sudo killall nm-applet
NetworkManager
nm-applet

Quindi, dovreste assistere al magico avvio dell’applet di NetworkManager nella vostra traybar, e connettervi senza troppi problemi.

Intrepid Ibex su Asus EEE 901 e 1000(H)
nov 11th, 2008 by Fradeve
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In questi giorni, dopo aver venduto a giugno il mio storico Asus 701 (su cui era installata Ubuntu EEE 7.10) ho ricevuto il nuovo Asus EEE 901 con monitor da 8,9”. Un bel passo avanti, e finalmente uno schermo un pò più grande su cui prendere appunti in Università.

Tuttavia, ho impiegato circa 1 giorno e mezzo per riuscire a renderlo perfettamente funzionante con Ubuntu 8.10 Intrepid Ibex. Molte delle informazioni descritte di seguito sono state reperite semplicemente googlando in giro e raccogliendo consigli ed howto da forum per lo più in inglese. Vediamo come sistemarlo a puntino :)

ATTENZIONE: al termine di questo how-to il vostro Asus 901/1000 sarà perfettamente funzionante in tutto e per tutto con Ubuntu, con l’eccezione del microfono: allo stato attuale, non esiste ancora un workaround per far riconoscere il microfono dei due modelli di EEE PC ad Ubuntu. Il bug è già stato segnalato su Launchpad e non penso passerà molto tempo prima che venga risolto (soprattutto perchè sulla Xandros installata di default il microfono funziona), ma per il momento, il microfono non è utilizzabile.

Prima di tutto, avremo bisogno di una ISO della nostra versione di Ubuntu preferita (Desktop, Alternate, Server, Ubuntu, Kubuntu, Xubuntu, non è importante).

  • Grazie ad IsoStick, potremo “trapiantare” la nostra .iso in una penna USB (dovrebbe essere almeno da 1Gb) che verrà anche resa “avviabile” (bootable).
  • Come alternativa, possiamo installare sulla nostra Ubuntu (nel fisso o in altro pc disponibile) il comodissimo usb-creator, disponibile qui.
Fatto ciò, non resta che inserire la penna USB nell’Asus, riavviare il pc, premere ripetutamente il tasto ESC durante l’accensione, per ottenere un menù da cui selezionare la periferica d’avvio. Selezioniamo USB ed installiamo Ubuntu come nostro solito.

Piccola nota: l’asus 901 viene venduto con una capacità di 20Gb, distribuiti su due hard disk separati, uno da 4 e l’altro da 16 Gb. Ciò significa che avremo la possibilità di installare la root nella partizione da 4Gb e la Home in quella da 16Gb (oltre allo swap che verrà ricavato in questa stessa partizione). Non è una cattiva idea, rende l’installazione molto ordinata, e dopo aver fatto un pò di pulizia, nella root mi avanza addirittura 1Gb di spazio per altri programmi. La cosa è tutto dire, considerato che utilizzo una Ubuntu “sporca” da cui ho rimosso metà dei programmi preinstallati di GNOME, ed installato molti programmi di KDE come Kile, Konsole, Digikam, Dolphin, LyX. Oltre a questi nei 3 Gb occupati in root son riuscito a farci entrare PyTube, Inkscape, Gimp, Vim-gtk, Gnome-do. Se non avete voglia di pulire il sistema o pensate di occupare ben più di 4Gb nella root, allora vi consiglio di non installare la root nella partizione da 4Gb, ma di mettere tutto in quella da 16Gb e utilizzare quella da 4Gb come archivio.

EDIT: Su segnalazione di PauLoX, che ringrazio, aggiungo che è possibile fare in modo che Ubuntu riconosca i due hard disk separati del 901 o del 1000H come un unico hard disk, che verrà partizionato secondo le nostre esigenze. È possibile farlo con LVM (Local Volume Manager), strumento disponibile nella versione alternate di Ubuntu. Non ho trovato riferimenti in italiano, ma questa sembra fare al caso nostro.

Ora, abbiamo la nostra Ubuntu Intrepid installata nell’Asus, ma non funziona praticamente niente: out-of-the-box non sono supportati wifi, webcam, tasti funzione. La soluzione al problema arriva da un simpatico personaggio che ha deciso di modificare il kernel 2.6.27-7 di Intrepid (ma anche quello precedente di Hardy) per adattarlo alle esigenze degli Asus 901 e 1000. Il nuovo kernel si chiama 2.6.27-7-eeepc, e per installarlo è necessaria una connessione cablata ad un modem o router, dato che la nostra wifi non funziona ancora.

Una volta ottenuta la rete, aggiungiamo questa riga ai nostri repository:

deb http://www.array.org/ubuntu intrepid eee

Scarichiamo ed aggiungiamo la chiave per i nuovi repository

wget http://www.array.org/ubuntu/array-apt-key.asc

sudo apt-key add http//www.array.org/ubuntu/array-apt-key.asc

Installiamo il nuovo kernel con tutti i pacchetti raccomandati:

sudo apt-get install linux-eeepc linux-headers-eeepc

Rimuoviamo il vecchio kernel per liberare spazio sull’hard disk:

sudo apt-get remove linux-generic linux-image-generic linux-headers-generic linux-restricted-modules-generic

EDIT: Xan mi segnala che negli ultimi rilasci del kernel i driver aggiornati per il wireless sono stati inclusi. Non ho controllato, ma nel caso fosse così, potete tranquillamente saltare a piè pari questo passo…

Scarichiamo ed installiamo un pacchetto deb (con la sua dipendenza) che contiene i driver wireless aggiornati che al prossimo avvio del sistema verranno automaticamente inseriti nel nuovo kernel:

sudo apt-get install dkms
wget http://www.mediafire.com/?jfrgzemgnjz
sudo gdebi rt2860sta-dkms_*.deb

Scarichiamo un pacchetto con gli script che renderanno operativi i tasti funzione dell’Asus:

wget http://www.informatik.uni-bremen.de/~elmurato/EeePC/Intrepid_ACPI_scripts-EeePC_900A_901_1000.tar.gz

tar xfvz Intrepid_ACPI_scripts-EeePC_900A_901_1000.tar.gz
cd Intrepid_ACPI_scripts-EeePC_900A_901_1000/
chmod +x acpi-scripts.sh
sudo ./acpi-scripts.sh install

Fatto ciò, non resta che abilitare il tasto funzione del bluetooth, che di default è disabilitato negli script:

sudo nano /etc/acpi/eeepc/eeepc-actions.sh

decommentando (togliendo il cancelletto) la riga 89, relativa al bluetooth, che dovrebbe diventare così:

/etc/acpi/eeepc/eeepc-bt-toggle.sh

Riavviamo il pc e selezioniamo dal Grub il nostro nuovo kernel targato eeepc, e tutto dovrebbe funzionare!!

Personalmente, ritengo utile anche dare una bella pulita al sistema seguendo questa guida dal Wiki di Ubuntu-it, oltre che disabilitare alcune opzioni nell’fstab per accelerare la lettura/scrittura dei dati dagli hard disk, come descritto qui. Inoltre, ricordo che Ubuntu di default installa una discreta quantità di pacchetti del tutto inutili, come i driver per le stampanti HP o i font di lingue parlate in paesi che non avete mai neanche sentito nominare. Si può ovviare a ciò rimuovendo da synaptic tutti i pacchetti relativi ad “hplip” e tutti i font inutili con questo comando:

sudo apt-get remove  ttf-arabeyes ttf-arphic-ukai ttf-arphic-uming ttf-baekmuk ttf-bengali-fonts ttf-devanagari-fonts ttf-gentium ttf-gujarati-fonts ttf-indic-fonts ttf-kannada-fonts ttf-kochi-gothic ttf-lao ttf-malayalam-fonts ttf-mgopen ttf-oriya-fonts ttf-punjabi-fonts ttf-tamil-fonts ttf-telugu-fonts ttf-thai-tlwg

Fossi in voi toglierei anche Brasero, visto che gli Asus EEE non hanno il masterizzatore ;)

sudo apt-get remove –purge brasero

E adesso, non vi resta che installare tutti i programmi di cui avete bisogno! Buon divertimento :)

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