->
Diffamazione? No, constatazione dei fatti. Eviterò di ripetermi su alcune delle informazioni contenute nei miei precedenti post. Avevo in precedenza linkato un confronto tra due mappe simili ma non identiche della stessa località, dal cui confronto era evidente la scarsissima qualità e trasparenza delle mappe di Google, sulle quali il colosso detiene tra l’altro tutti i diritti d’autore, avendole acquistate a sua volta da altri giganti come NavTeq o TeleAtlas. Sono le stesse mappe che ci ritroviamo poi nei nostri navigatori satellitari, quegli stupendi scatolotti ultratecnologici che tentano di portarci a destinazione quando ci annoia trovare la strada da soli.
Ma siamo sicuri che le mappe siano sicuri? Insomma, io le ho pagate, costano la metà di tutto il prezzo del navigatore, possibile che facciano così schifo? Possibile che ora che la Nokia sta lanciando sul mercato telefonini con mappe di Google integrate, Fradeve ci venga a dire che fanno schifo?
Possibile.
1) Le vie appaiono, le vie scompaiono La dimostrazione l’ho avuta oggi sotto gli occhi, e mi ha colpito profondamente (non voglio essere troppo sentimentale, ma adesso sentirete)… Da quando sono nato, abito in un quartiere periferico della mia città (”Ok, ma a noi che ce frega?”, direte voi). Alle volte, lo sapete anche voi, quando conoscete benissimo una zona, un quartiere, sareste pronti a prendere a botte il primo che viene a dirvi:
LUI: “Ma no, dai, lo ricordo benissimo, prima di via Amendola c’è un’altra via…” VOI: “Ma stai scherzando? Abito qui da 20 anni, permetti che almeno conosca il mio quartiere? Non c’è!” LUI: “Te lo dico io, c’è eccome! C’è in mezzo un’altra via…” VOI: “Naaaa ma tu sei tutto scemo, con che coraggio vieni a casa mia a dirmi che è spuntata una via che prima non esisteva? Mi prendi per fesso?” LUI: “No, l’ho visto su Google Maps.”
Ok, non sono un buon drammaturgo, ma la scena rende l’idea. La situazione è che Google Maps ha inserito nel mio quartiere UNA VIA CHE NON ESISTE. Assurdo, direte voi, ma provate a guardare: qui sotto vi propongo 3 mappe, quella satellitare di Google Maps, la stessa (senza immagini satellitari), e quella disegnata da me grazie ai miei tracciati GPX su OpenStreetMap (e presente in tutte le cartine del paese).
2) I cortili privati diventano strade pubbliche, e non solo Bene, adesso provate ad immaginare che un cortile interno ad una caserma (proprietà privata e blindatissima) qui da queste parti, su Google Maps è stato trasformato magicamente nella traversa di un passaggio pedonale pubblico, come se fosse una normale via, liberamente accessibile a chiunque. Giusto per ristabilire l’equilibrio cosmico, una percorso esclusivamente pedonale nel campo abbandonato davanti casa mia, per Google Maps è una strada percorribile con qualsiasi mezzo; interessante….
3) Le ortofoto di Google Earth non sono poi così “orto” Se lo fossero, i tracciati GPX catturati dal mio ricevitore GPS sarebbero perfettamente allineati con le vie che percorro, nelle foto di Google Earth (il GPS ha chip SirfStar III, il cielo era terso, i satelliti agganciati erano 10).
Sconcertante. E io dovrei andare in giro con queste belle cartografie?
No, grazie… me le disegno da solo, in fondo su OpenStreetMap mi aiutano altri 31.000 utenti Per aiutare anche voi a disegnare la mappa perfetta della vostra zona (o di quel che vi pare) posterò a breve una guida completa agli strumenti/tecniche dell’OpenStreetMapping.
Stay tuned e ricordate che l’informazione libera passa anche dalla strada di casa vostra!
Se i motivi raccolti nel precedente post non bastassero a farvi cambiare idea su quanto sia utile fare OpenStreetMapping, se non siete dei tipi poi così sportivi, e fare due passi in più vi pesa, bene: non mi arrendo.
Vi siete ma chiesti che rischio si corra ad usare le informazioni che i grandi monopolisti ci “passano gratuitamente”? Le mappe di Google Maps sono assolutamente inattendibili. La decisione di Google di acquistare le mappature “locali” (realizzate da produttori relativamente piccoli) ha compromesso la qualità della mappatura, e per rendersene conto è sufficiente visitare questo link:
LINK
Cosa vedete? Lo stesso paesino, a sinistra come appare su Google Maps e a destra come appare su OpenStreetMaps, grazie alla mappatura effettuata da un utente italiano che vive da 24 anni da quelle parti (e si presume quindi conosca il posto come le sue tasche). In OSM, la garanzia della qualità del dato cartografico deriva dal fatto che le strade vengono tracciate in base ai file GPX caricati dagli utenti, che per ottenere quei file devono fisicamente percorrere la strada in questione.
Quindi, ne risulta che per mappare, bisogna percorrere le strade. Ciò garantisce che qualsiasi strada troviate su OSM, esiste.
Questa considerazione invece non è sempre valida per altre mappe “proprietarie” (intese come non libere: Google Maps, Yahoo, ecc). Perchè? Questi soggetti commerciali devono difendere le loro mappe da eventuali copie, in quanto, detenendone il copyright, non è permesso nè copiarle nè modificarle nè utilizzarle al di fuori delle limitatissime libertà concesse all’utente standard.
Per questo motivo, nelle mappe di Google (ed in generale in tutte le mappe protette da copyright) sono nascoste delle “uova di pasqua”, delle sorprese non certo piacevoli: i villaggi fantasma.
Nonostante il nome piuttosto evocativo, sono una sorpresa alquanto sgradevole: sono insiemi di costruzioni o strade INESISTENTI, grandi o piccoli paesini, inseriti appositamente nella mappa. Se qualcuno copia integralmente la mappa senza averne il diritto, sarà costretto a copiare involontariamente anche questi “villaggi”, la cui presenza avverte Google (che ha inserito il villaggio inesistente) che la mappa in questione è una copia (illecita) della propria. È come inserire volutamente un errore e poi controllare se anche le copie contengono quell’errore.
Ovviamente, OpenStreetMap non presenta niente di tutto ciò. La natura libera della mappa, che è liberamente scaricabile/utilizzabile/copiabile/modificabile rende assolutamente inutile la presenza di uova di pasqua o villaggi fantasma, di modo che la mappa risulta essere assolutamente, reale, precisa, priva di errori e libera.
In definitiva, nel mondo dell’informazione libera, ognuno ha le sue priorità: c’è chi ama il proprio Sistema Operativo Libero (GNU/Linux), chi non ha il minimo interesse per il sistema operativo ma sa di volere un’enciclopedia libera (Wikimedia Foundation), chi forse non ha interesse nè per l’enciclopedia nè per il sistema operativo, ma sa che avere un palmare libero gli permetterebbe di fare molte cose in più (OpenMoko e Neo FreeRunner).
Ci sono poi delle persone che, in maniera simile, credono che sia importante nella vita avere una cartografia libera esattamente come l’enciclopedia. C’è poi chi crede che la libertà sia importante in tutte le sue forme, come me, perchè il libero scambio delle informazioni è l’unica cosa che non possono farci pagare!
Perchè mi costringe a fare un pò di sport (mountain bike, corsa, passeggiate)…
Perchè è bello ampliare riempire i database online di informazioni libere…
Perchè è un movimento di liberazione dell’informazione, sociale, con una splendida comunità…
Perchè ci protegge dagli errori vergognosi della Grande G.
Avete mai sentito parlare di uova di pasqua? Va bene, vi sto confondendo le idee. Cominciamo dall’inizio.
OpenStreetMap è un progetto libero e collaborativo, nato qualche anno fa per creare una mappa mondiale delle strade del nostro pianeta, rilasciata con licenza libera (Creative Commons by-sa). Le mappe vengono realizzate dai contributori che, muniti di GPS, registrano le coordinate dei loro spostamenti (con qualsiasi mezzo “terrestre”) e sulla base dei file GPX così ricavati, disegnano le cartine che poi vengono caricate sui server di OSM.
Ciò significa che, con qualche sforzo, si è riusciti a creare una buona mappatura delle strade mondiali, compatibile con QUALSIASI dispositivo per la visualizzazione delle mappe (navigatori GPS, portatili, smartphones, ecc). Tutta la mappatura è liberamente scaricabile (si può scaricare sia una singola area di interesse sia tutto il Pianeta) e modificabile nei termini (molto poco restrittivi) della licenza Creative Commons.
Su questa base, ecco la risposta ai perchè elencati all’inizio del post. Sostengo OSM da quasi un anno ma grazie all’antenna GPS regalatami dalla mia ragazza per il nostro anniversario (kiss), da 3 giorni ho cominciato a mappare seriamente tutto ciò che mi circonda.
La situazione del mapping varia da paese a paese: il progetto è nato nel Regno Unito, e qui è particolarmente attivo, tanto che quasi tutta l’Inghilterra è stata adeguatamente mappata (la mappa di Londra è un capolavoro!); lo stesso dicasi per Francia e Germania. Il governo olandese ha DONATO i propri dati cartografici ad OSM, e quindi la mappattura dei Paesi Bassi è straordinariamente completa. Negli USA la legge prevede che tutte le opere realizzate con denaro pubblico (come la mappatura delle strade ed i dati cartografici) siano di Pubblico Dominio, motivo per cui tutti gli USA sono perfettamente mappati.
L’Italia come sempre è un fanalino di coda, ma per fortuna abbiamo dei volontari sparsi un pò in tutta la penisola, anche se per lo più nel Nord Italia. Attualmente ho avuto testimonianza dell’esistenza di gruppi a Firenze, Siena, Milano, in Sicilia, e qualche mapper anche in Puglia. La situazione rimane comunque drammatica, ci sono relativamente pochi chilometri mappati. Basti pensare che la provincia di Bari praticamente non esiste (e neanche Bari stessa).
Che fare? Se avete un GPS, ve ne prego, uscite di casa, andate a correre, prendete la bicicletta e mettetevi in testa che un pò di movimento ed attività fisica fa bene. Ok, se poi siete pigri montate il navigatore GPS in auto e usatelo in città per raccogliere i dati cartografici
www.openstreetmap.org
Non vorrei creare allarmismi, ma anche se non esiste un annuncio ufficiale, ci sono alcuni elementi che lasciano presumere con un basso margine di incertezza che i negozi online della FIC apriranno entro la fine di maggio.
1° indizio: nella mailing list un certo Rakshat Jooha ha comunicato che la sua azienda è diventata partner ufficiale di OpenMoko per la vendita del Neo in India, rivelando che le vendite in India cominceranno entro il 30 Maggio. Questo è lo stralcio di mail:
Quindi, dobbiamo aspettarci un comunicato stampa ufficiale da parte di Steve non appena la produzione sarà terminata e la FIC sarà pronta ad aprire gli shop. Giusto per tenervi caldi, ecco un’immagine di un bel “wafer” di Neo FreeRunner appena usciti dalla produzione:
È da un pò che, preso dalla febbre per l’imminente uscita del Neo FreeRunner, non scrivo sui nuovi giochi che settimanalmente vengono aggiunti al nostro già corposo Portale Giochi sul Wiki di Ubuntu-it. In questo momento, il Portale conta la bellezza di 180 guide.
Qualche titolo nuovo nel wiki:
Approfitto per ringraziare cristian_c per i numerosi suggerimenti e V per la collaborazione.
Buon divertimento a tutti!
Come potete vedere, non passa giorno che il vento non porti aria di novità: è spuntato su youtube un nuovo video, uppato probabilmente da uno dei fortunati sviluppatori che di questi tempi è entrato in possesso delle versioni “testing” del Neo FreeRunner, modelli messi in giro per correggere gli ultimi bug prima che la produzione di massa arrivi in vendita.
QUI il video
Piccola indiscrezione: nella mailing list della comunità di sviluppo qualcuno ha criticato gli autori del video perchè hanno scritto nell’introduzione che si scusano per la scarsa qualità del video ma “non l’hanno mai fatto prima”. Non hanno mai fatto prima cosa? Non hanno mai maneggiato anteprime di sviluppo? E allora perchè hanno dato proprio a loro un Neo?
Ovviamente sono voci molto maliziose, ma evidentemente l’invidia è molta Altre lingue sostengono che la persona che nel video maneggia il Neo sia in realtà il figlio dello stesso Steve, uno dei core-developer del progetto, tanto che qualcuno ha ipotizzato che la voce di sottofondo che ad un certo punto smentisce il ragazzo (sul fatto che i modelli messi in vendita avranno uno spessore minore rispetto a ciò che si vede nel video) sia in realtà lo stesso Steve. Insomma, vero o meno, di fatto le novità intorno al Neo si muovono velocemente, e presto il palmare open source dovrebbe entrare in vendita.
Per ingannare l’attesa, godetevi questa galleria sul probabile impacchettamento (molto essenziale ed elegante) con cui il Neo vi verrà recapitato a casa.
Buona attesa!