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Novità dal Wiki di Ubuntu-it: Asus Eee PC e Portale Giochi
mar 28th, 2008 by Fradeve

È un pò che non sparo per la rete qualche aggiornamento sulle ferventi attività che ogni giorno gorgogliano nel Wiki Italiano di Ubuntu.

  • Sicuramente, una delle più importanti – soprattutto per le vendite eccezionali del prodotto in questione – è la guida all’installazione e configurazione di Ubuntu su Asus Eee PC, a cura di Hattory.
  • Da ricordare, la nuova guida all’installazione di Ubuntu da penna USB (tradotta gomito a gomito con quella dell’Asus Eee).

Inoltre, ci sono molte new entry nel Portale Giochi, grazie alla collaborazione di attivissimi utenti (tanto per citarne alcuni – se dimentico qualcuno correggetemi: quakeII, Decimus Maximus, Vecna, Marbell, Dr.Euge), e all’instancabile nuovo Editore del Portale Giochi V:

Con questi, il Portale Giochi tocca le 164 guide. Approfitto anche dell’occasione per segnalare che, sempre con la collaborazione di V ed Hattory, nella home page del Portale Giochi sono anche presenti le statistiche sulle Licenze adottate dai vari giochi e, indovinate? La licenza più presente di tutte nel Portale è la Licenza GNU con ben 113 giochi! Un trionfo di libertà :D

Insomma, questo post vuol essere, oltre che un aggiornamento, anche un ringraziamento a tutte le persone che, con la collaborazione all’interno della Comunità, rendono tutto questo possibile, ogni giorno :)

Quaaanto manca?
mar 22nd, 2008 by Fradeve

C’è ben poco da dire: buttate un occhio al counter sulla colonna destra del blog e… aspettiamo l’Airone!

PS: tratto da QUI, ecco il codice da inserire nel blog:

<script type="text/javascript" src="http://www.ubuntu.com/files/countdown/display.js"></script>

Connettersi alla rete Uniba con Ubuntu
mar 19th, 2008 by Fradeve

Introduzione
Dopo qualche iniziale momento di perplessità, sono riuscito a far connettere il mio Asus EEE con Ubuntu alla rete wifi messa a disposizione dall’Università degli Studi di Bari. Ho parlato di perplessità perchè ho provato per due giorni a connettermi e mi sono accorto solo oggi di aver ricordato male la password (avevo cominciato a credere che il problema fosse Ubuntu :D ).

Long story short: prima di tutto occorre avere in mano il nome utente e la password con cui si è stati registrati alla segreteria online dell’università, Esse3. Attenzione: di regola l’iscrizione ad Esse3 viene effettuata nel momento stesso dell’iscrizione all’Uni, quindi occorrerà mandare una mail all’amministratore per far associare i propri dati alla registrazione automaticamente effettuata. Posso garantirvi che il servizio è veramente molto efficiente ed ha sistemato tutto nel giro di un solo pomeriggio.

Partendo dal presupposto che siate in possesso di un nome utente ed una password, fate come me… dimenticateli! XD
Una volta entrati in dipartimento, cominciate a considerare che è meglio essere piuttosto vicini ai router wireless, perchè la ricettività non è molto ampia, soprattutto per dipartimenti come quello di Geomineralogia con piani molto ampi.

Ubuntu e le Proxy
Da Ubuntu, il network manager troverà immediatamente le reti disponibili: wifi-uniba e wifi-studenti. La prima è quella a cui dovrete connettervi, la seconda è una vecchia rete che, sebbene accessibile, sarà presto sospesa.
Una volta ordinato al network manager di Ubuntu di connettersi a wifi-uniba, apparirà una finestrella in cui si dovrà selezionare il tipo di login. Dovrete selezionare (tra 4 opzioni) la modalità “LEAP” e nel sottomenù che vi appare, selezionare il protocollo “IEEE 802.1x“.
La modalità LEAP prevede (a differenza delle altre) l’inserimento di due valori, un nome utente ed una password, che sono esattamente quelli con cui vi siete registrati ad Esse3.

Fatto ciò, dovreste essere connessi. Da terminale provate a dare il comando ping www.google.it per scoprire che effettivamente Google risponde.

Firefox
Adesso occorre configurare tutti i servizi per accedere alla Proxy attraverso la quale l’Università filtra il traffico in uscita. Per esempio, potremmo partire da Firefox: vi consiglio di installare il plugin SwitchProxy che permette di poter scegliere, mentre si usa firefox, se usare una Proxy (che dovremmo configurare) oppure navigare normalmente con connessione diretta ad internet (è l’ideale per chi usa lo stesso pc sia per navigare a casa in wifi sia in facoltà).

Comunque, la proxy è normalmente configurabile selezionando da Firefox
MODIFICA — PREFERENZE — AVANZATE — scheda RETE — CONESSIONE — Impostazioni

e selezionando l’opzione “Configurazione automatica dei proxy (URL)”, ed inserendo nel campo di testo l’indirizzo

http://wifiproxy.ict.uniba.it/wifi.pac

Fatto ciò, fare clic su “Ricarica” e dare l’OK. Dovrebbe essere possibile navigare. Alternativamente, è sempre possibile usare le impostazioni manuali:

Configurazione manuale del server proxy http: wifiproxy.ict.uniba.it
Porta: 8080

Altro
Non voglio fare un post chilometrico su come impostare MSN, ma vi suggerisco – purtroppo – di non usare Emesene (che ancora non supporta il messaging da Proxy) e di cambiarlo con Pidgin (che sotto questo punto di vista è più capace).
Anche l’apt di Synaptic o Adept andrebbe configurato adeguatamente: la guida è presente sul wiki di Ubuntu-it, qui.

Ancora una volta Ubuntu GNU/Linux sembra essere all’altezza di qualsiasi situazione ;) E, soprattutto, funziona perfettamente con 1/3 della configurazione che c’è da fare su XP!

Buona navigazione!

Navigazione GPS: dall’OpenMoko all’Asus EEE
mar 18th, 2008 by Fradeve

Ogni tanto mi stupisco di come il software sia in alcuni casi straordinariamente portabile. Se poi è sviluppato in Python…. ancora meglio!

Qui di seguito ci sono due foto di NavIt, un navigatore satellitare in Python, che è stato ideato per PC ma portato anche su OpenMoko (e quindi Neo1973). Ovviamente, viene un pò da ridere a parlare di PC quando si mostra una foto dell’Asus EEE, però… che dire, funziona! A differenza del Neo, l’Asus non integra un ricevitore GPS, ma per risolvere l’inconveniente basta dotarsi di una antenna GPS bluetooth (una buona non costa neanche tanto, si parte da 40€) e di un ricevitore bluetooth USB da attaccare all’Asus (10€, non siate tirchi!). In fin dei conti, nell’attesa dell’uscita del Neo (che – si spera – non dovrebbe tardare più di 4 settimane) ci si può consolare con un quasi-navigatore da auto come l’Asus.

Detto ciò… sbavate, sbavate :D

Dimenticavo: NavIt ha delle bellissime funzioni (in interfaccia grafica non ricordo, ma da linea di comando sicuramente) per scaricare le cartine direttamente da OpenStreetMaps. Come dicevano gli antichi: “Mens libra in corpore libre” (FLOSS-Latin version).

Ubuntu: Facciamo un rias(s)unto
mar 16th, 2008 by Fradeve

Ultimamente, sto facendo mente locale sui progetti del mondo Free Software/Free Culture che seguo personalmente ed ai quali contribuisco e mi sono reso conto che, in ordine di grandezza, dopo i progetti della Wikimedia Foundation, viene senz’altro Ubuntu.

Il nostro amato sistema operativo è riuscito a catturare l’attenzione di un pubblico internazionale veramente enorme, ed è (nella sua versione inglese) al centro di un ecosistema (o galassia, come volete) di altri siti, autorizzati da Canonica, che girano intorno e si integrano con www.ubuntu.com. Riassumento:

1) Il cuore di tutto: www.ubuntu.com

2) Le arterie: i LoCO, le comunità “locali” (negli USA una per ogni stato, nel resto del mondo una per ogni nazione)
www.ubuntu-it.org

3) DIY Marketing: un sito che, quando era nato, raccoglieva materiale promozionale e per le conferenze, per far conoscere Ubuntu. Il nome significa appunto “Do It Yourself Marketing” (Marketing Fai-da-te). Speriamo un giorno risorga ;)
https://wiki.ubuntu.com/DIYMarketing

4) Ubuntu Stats: un sito che mostra in tempo reale gli ultimi inserimenti nel forum internazionale, in tutti i forum LoCo, nei wiki, in Ubuntu Brainstorm, nei Planet e in Launchpad.
http://www.ubuntustats.com/

5) Launchpad: non è certo una novità: la più grande e simpatica piattaforma di management per progetti informatici, dall’utilizzo semplice e particolarmente orientata all’utenza media.
www.launchpad.net

6) Ubuntu Brainstorm: Una fucina di idee per un sistema operativo e collaborativo in continua evoluzione.
http://brainstorm.ubuntu.com/

7) Ubuntu Counter: non dimentichiamoci del famoso sito “contautenti”…
http://ubuntucounter.geekosophical.net/
8) Full Circle Magazine: la rivista (un)ufficiale del mondo Ubuntu, rilasciata mensilmente.
http://fullcirclemagazine.org/

9) Ubuntu Video: una risorsa di video tutta marrone :D
http://www.ubuntuvideo.com

10) Ubuntu Clips: video a fini “educativi” per imparare ad utilizzare il sistema.
http://ubuntuclips.org

11) Ubuntu Screencast: un intero sito di video tutorials su Ubuntu.
http://screencasts.ubuntu.com/

12) Ubuntu Pastebin: perchè ricorrere ad altri servizi di “incollaggio” del codice, quando ce n’è uno marroncino? :D
http://paste.ubuntu-nl.org/

Spero di non aver dimenticato niente… in caso contrario, segnalate pure ;)

Morale della lista: nel giro di 4 anni dalla nascita di Ubuntu, si è venuto a creare un traffico di informazioni che hanno permesso, permettono e speriamo continuino a permette alla nostra distribuzione di evolvere in maniera ordinata, ma soprattutto vicina alle esigenze dell’utente.

L’Università degli Studi di Bari sceglie GNU/Linux
mar 14th, 2008 by Fradeve

Sono le piccole cose che rendono felice la giornata: come forse non tutti quelli in zona sanno, da qualche settimana è attivo in tutta l’Università degli Studi di Bari il servizio di internet gratuito in Wi-Fi per gli studenti. Non pensiate sia cosa da poco, personalmente pensavo che non ci saremmo mai arrivati.

Ma c’è di meglio: sono appena andato a registrarmi al servizio e, cliccando sul link alla pagina dei Credits, ho scoperto che tutta la segreteria online dell’Università gira su:

- GNU/Linux (nel sito volgarmente chiamato “Linux”);
- Python
- Zope (che di Python è figlio)
- Plone (che và in coppia con Zope);
Ovviamente, si consiglia l’uso di Firefox :D

Come tutti sappiamo, ciò si traduce in:
1) minore spreco di risorse economiche;
2) flessibilità ed espandibilità del sistema informatico;
3) la magia che solo il sysadmin GNU/Linux riesce a percepire :D

Complimenti a chi ha avuto questa brillante idea per l’investimento dei soldi pubblici, una volta tanto qualcosa funziona bene anche da queste parti :)

Fradeve promosso, grazie alla Comunità
mar 11th, 2008 by Fradeve

Oggi, con un giorno di ritardo, ho appreso che sono stato promosso da Editore di Sezione del Wiki di Ubuntu-it (nello specifico del Portale Giochi) ad Editore del Wiki.

Vorrei semplicemente ringraziare la Comunità per la fiducia che ha riposto in me, spero di non deludere le aspettative, e di continuare ad occuparmi come posso della manutenzione e del buono stato del nostro Wiki.

Grazie a tutti per la fiducia,

Francesco

Arte e libertà su Wikipedia: qualcosa si muove
mar 11th, 2008 by Fradeve

Qualcosa sta cambiando nel mondo dell’Arte.

Procedo con ordine: come forse molti di voi sanno, il copyright è la protezione del “diritto d’autore” che scatta automaticamente quando un prodotto dell’ingegno umano (sia esso un’opera d’arte, uno scritto o una canzone) viene creata e pubblicata. Potrei citarvi l’arcinota enciclopedia online libera e collaborativa in merito, ma preferisco parlarne facendo cadere un pò di farina dal mio sacco.

Nel momento in cui un’opera d’ingegno viene pubblicata, accade nella gran parte dei casi che il suo autore ne rivendichi la proprietà[1], e si avvale quindi di alcune legiferazioni di antica data (a partire dal 1700 in poi, giusto per restare in tempi “recenti”), per difendere con i denti ciò che ha scritto dalla libera diffusione; in altre parole, se vuoi leggere ciò che Tizio ha scritto, devi ricorrere al canale di diffusione che egli stesso ha designato, che può essere rappresentato dalla libreria, dal negozio di dischi, ecc.

L’avvento dell’informatica e l’era dell’informazione in cui siamo immersi da capo a piedi ha determinato grandi cambiamenti, primo fra tutti la valorizzazione della diffusione di documenti e musica (di informazione, quindi) in maniera libera. In realtà, l’acquisto di un libro o di un CD non equivale a dire che “ne siamo proprietari”, ma che abbiamo l’”autorizzazione a leggerne il contenuto”. Se ne fossimo realmente proprietari, potremmo anche masterizzarlo e venderne delle copie (nel caso del CD), o fotocopiarlo (nel caso del libro). A prescindere dai concetti filosofici, ognuno può giustificare o meno alcune idee sui diritti della “libera diffusione” di materiali protetti da diritto d’autore (si parla quindi di “file sharing”, “peer to peer”[2] ecc).
Tuttavia, il copyright non dura in eterno. Non credo che ci possano essere dubbi sul fatto che materiali che non sono più coperti da diritto d’autore (perchè l’autore è deceduto più di 70 anni fa ed il copyright è decaduto) debbano essere liberamente fruibili online.

Quindi, se scarichiamo l’ultimo saggio di Umberto Eco tramite un programma di file sharing, saremo punibili a norma di legge, ma nessuno potrà mai disturbarci se scarichiamo foto di Piazza San Pietro o del Colosseo, o dell’Arco del Trionfo a Parigi, o la trascrizione di un saggio di Galileo.
Infatti (seppur talvolta si è portati a pensare che lo Stato possa detenere il copyright su talune opere), è universalmente accettato che un’opera il cui autore sia deceduto da più di 70 anni entra nel Pubblico Dominio, e può essere scaricata, letta, modificata e ridistribuita con pieni diritti da chiunque.

Per questo motivo, possiamo scaricare e modificare una foto della Gioconda custodita al Louvre senza che nessuno ci disturbi, ma non possiamo fare lo stesso con l’ultima opera di un noto artista vivente. Questo è universalmente accettato ed accade in tutti i Paesi civili del Pianeta.

Eppure, in Italia ci siamo arrivati solo qualche giorno fa. Infatti, secondo la legge vigente, le opere presenti nei musei italiani non potevano essere fotografate e distribuite nuovamente (neanche su internet), anche se l’autore era morto da più di qualche secolo. Questo significava, per esempio, che un quadro di Caravaggio – che pur non è morto ieri – non poteva essere riprodotto su internet. Ancora oggi, basta consultare qualche wikipediano ben informato per sapere che per rispettare la norma vigente fino a qualche giorno fa, sono state eliminate tutte le opere di Caravaggio (in musei italiani, si veda dopo) da Wikipedia[3].

L’Associazione non-profit WikiMedia Italia[4] ha ricevuto un comunicato dalla segreteria di uno degli onorevoli interessati dal nuovo Codice dei Beni Culturali, che avvisava dell’avvenuta presa di coscienza del Parlamento e dell’introduzione, nel nuovo Codice dei Beni Culturali, dell’autorizzazione a riprodurre fotografie di opere d’arte custodite nei musei italiani, ma solo e soltanto per scopi educativi, illustrativi e non commerciali.
Riporto il messaggio di seguito:

—————————-
“BENI CULTURALI. COMMISSIONE CULTURA APPROVA NUOVO CODICE, PIU’ LIBERTA’ A WIKIPEDIA

Una piccola ma significativa modifica è quella che oggi la Commissione Cultura della Camera ha introdotto nel nuovo codice sui Beni Culturali, su proposta del presidente della commissione Pietro Folena.

Il parere approvato, che recepisce in toto il nuovo codice, condiziona lo stesso alla “liberalizzazione” dell’uso non commerciale delle immagini di beni culturali, come le opere conservate nei musei. La formulazione del codice attuale, difatti, richiede una speciale concessione da parte del museo, cosa che ha costretto Wikipedia a cancellare le immagini dei quadri conservati nei musei italiani.

“Un danno di immagine per l’Italia e le sue istituzioni culturali”, ha argomentato Folena nella relazione.

La nuova formulazione, invece, consente il libero uso delle immagini dei beni culturali, prevedendo l’autorizzazione solo nel caso in cui sia richiesto un intervento diretto da parte dell’autorità che ha in affidamento il bene stesso. Pertanto la riproduzione di immagini su Internet o su carta, se non a scopo commerciale, torna ad essere libera come nel resto del mondo. Rimane invece fermo il pagamento di un canone nel caso di usi commerciali (ad esempio la realizzazione di guide turistiche).

Di seguito il testo approvato dalla commissione:

Al fine di consentire la libera utilizzazione di immagini dei beni stessi a fini non commerciali, si preveda l’esclusione, per tutti i predetti fini, di canoni e procedure autorizzative, intervenendo sul comma 3 dell’articolo 108 del Codice nell’attuale testo, modificandone la formulazione nel senso seguente:

“3. Sono libere le riproduzioni dei beni da parte di soggetti privati per uso personale, per motivi di studio o ricerca, per illustrazione, discussione o critica e per qualsiasi altro scopo non finalizzato all’uso commerciale della riproduzione, nonché da parte di soggetti pubblici per finalità di valorizzazione. Nel caso in cui l’atto della riproduzione richieda l’intervento o la sorveglianza da parte dell’autorità che ha in consegna il bene, è obbligatoria la richiesta da parte del soggetto che intende riprodurre il bene. Eventuali spese aggiuntive sono a carico dei soggetti che riproducono il bene.”

GUIDO IODICE
Ufficio Stampa on.Pietro Folena
Deputato PRC-Sinistra Europea
Presidente della Commissione Cultura della Camera
—————————-

Certo, si tratta di un passo avanti, ma non di una vera e propria conquista. Infatti, protremmo individuare vari gradi di libertà per un’opera d’arte:
1) grado fondamentale: libertà di poter distribuire liberamente la riproduzione dell’opera (e quindi, metterne una foto su internet e simili), solo per usi non commerciali;
2) libertà di poter distribuire liberamente le riproduzioni anche per usi commerciali (per esempio, vendere un documento che integri la foto di un’opera d’arte);
3) libertà di poter creare versioni modificate e poterle liberamente ridistribuire, anche per usi commerciali.

La legge vigente non garantiva al libero cittadino italiano neanche una di queste libertà, mentre il resto del mondo, evidentemente, ci rideva addosso. È eclatante il caso di opere di uno stesso artista (come Caravaggio), presenti in diversi musei del mondo: le foto delle opere presenti in Italia  non potevano essere diffuse liberamente, mentre quelle di opere presenti in altri musei europei erano sulla stessa Wikipedia italiana.
Ma si configurava anche un altro tipo di situazione: una qualsiasi voce di Caravaggio in Italia non poteva fare uso delle foto di quadri presenti in Italia, ma la stessa identica voce in francese presentava tutte le foto del caso, scattate anche in musei italiani, poichè i dettami della legge sono applicabili al solo territorio italiano.

In altre parole: se cerco la foto un
quadro di Caravaggio, non la trovo su un sito italiano[3], ma su un sito estero; è evidente che gli interessi del legislatore vengono completamente frantumati dalla civiltà della comunicazione libera. In tutto questo bailamme, mi piace ricordare che il buon Caravaggio ha lasciato questa terra da più di qualche secolo e noi non siamo (non eravamo) liberi di pubblicarne le opere su internet.

Ma torniamo ai gradi di libertà: il nuovo Codice dei Beni Culturali non garantisce tutte le libertà sopra elencate, ma solo la prima, quella di poter diffondere copie dell’opera solo per scopi non commerciali. Non è scontato che il passo avanti si dovesse fare, ma effettivamente gli amanti dell’Arte libera non sono ancora del tutto liberi. La speranza è che le pressioni di tante associazioni e, soprattutto, di tanti cittadini, possano portare la situazione a normalizzarsi nel più breve tempo possibile. Come nel resto del mondo (con le piccolissime dovute eccezioni), le opere devono entrare nel pubblico dominio dopo 70 anni dalla morte dell’autore, e devono essere disponibili per qualsiasi utilizzo.

Dal punto di vista economico, la libera diffusione delle opere d’arte nella rete non sarebbe un freno alla crescita del paese, ma un mezzo per far conoscere il patrimonio artistico nel mondo e per formare le nuove generazioni, per le quali internet ed i nuovi media sono sicuramente più attraenti dei libri di Storia dell’Arte. Avere Arte libera dovrebbe essere una priorità per un paese che potrebbe vivere solo di turismo, è per fare ciò sarebbe giusto dare, alle opere d’arte che nobilitano i nostri musei, la possibilità di avere un valido eco sulla Rete.

Infine, mi sembra doveroso ricordare che il bene culturale non è patrimonio di chi lo possiede ma, dal momento in cui l’artista concede forma all’opera, l’opera stessa è parte del Mondo e dei suoi mutamenti, ed il miglior modo di donare al Mondo la conoscibilità dell’opera (oltre all’esposizione nel Museo) è quella di donarla alle “genti”, ponendola nel Pubblico Dominio.

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d%27autore_italiano
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Peer_to_peer
[3] http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bacco_%28Caravaggio%29&oldid=14414841
[4] http://wikimedia.it

Un appello per Ubuntu
mar 2nd, 2008 by Fradeve

Mi permetto di citare l’intervento di Riccardo Filippone: http://ethernaly.altervista.org/it/diffondi_ubuntu_tg.php

“Come la maggior parte di voi saprà, ad Aprile, uscirà la nuova versione di Ubuntu la 8.04 (Hardy Heron).

Questa distribuzione sarà un LTS, ovvero una distribuzione supportata per ben 3 anni .

Ma oggi non voglio parlare dei vantaggi che avrà questa nuova versione della nostra amatissima Ubuntu, bensì vorrei fare un appello a tutti voi, vorrei provare a portare la notizia “Ubuntu 8.04″ a livello nazionale.. come fare? Semplice (o quasi) l’anno scorso (6mesi fa) quando è uscita Gutsy, solo negli ultimi giorni prima dell’uscita ufficiale io e altri pochi utenti abbiamo spedito delle email a RAI e Mediaset nella speranza che in uno dei loro TG (in cui si parla spesso di Briatore, o della Yespica) si potessero dedicare anche solo 5 minuti alla nuova versione di Ubuntu.

Ovviamente tutto questo ebbe esito negativo… Ma analizzando bene lo svolgimento dei fatti era probabile che fosse anche colpa nostra che c’eravamo svegliati troppo tardi…

Quini non starò ad annoiarvi con ulteriori discorsi… vi chiedo solo una cosa, se vogliamo dare maggiore visibilità ad Ubuntu, sarebbe carino che un TG nazionale (qualsiasi) parlasse in concomitanza con l’uscita della nuova versione degli aspetti positivi di passare a linux… anche perchè diciamoci le cose come stanno Linux grazie ad Ubuntu è davvero per tutti! (Cit. Linux for human beings), quindi armatevi di 10 minuti di pazienza e scrivete a RAI e Mediaset! Confido in un numero elevato di richieste che spero non passeranno inosservate !

I motivi di questo appello anticipato sono:

1) Se scriviamo in anticipo avranno più tempo per preparare la notizia

2) Essendoci un mese circa confido che in un buon numero di adesioni all’iniziativa.

Scrivere al TG1 utilizzando il seguente indirizzo: Email Tg1

Scrivere al TG2 utilizzando il seguente indirizzo: Sito del tg2 cliccate su scrivici

Scrivere al TG3 utilizzando il seguente indirizzo: Email Tg3

Scrivere al TG5 utilizzando il seguente indirizzo: Email Tg5

Scrivere al direttore di studio aperto : link alla pagina di invio richiesta

Scrivere al TG4 utilizzando il form che si trova a questo indirizzo

so che può sembrare una cosa folle la mia idea, ma spero che ci sia qualcuno che come me crede in questa cosa (uno c’è XD ed è il ragazzo con cui abbiamo pensato a questa cosa). Spero come già detto che qualcuno dedichi anche solo 10 minuti all’invio di una mail a queste redazioni…

Ringrazio tutti coloro che collaboreranno!”

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